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Electrolux, tra l'interesse dei cinesi e le smentite mancate degli svedesi

L'azienda svedese non nega l'interesse di Midea, e questo dà corpo alle voci degli ultimi mesi

Tra indiscrezioni, "no comment" e commenti poco rassicuranti, il futuro di Electrolux è nell'incertezza più totale. Da mesi ormai si rincorrono le voci di un interessamento di Midea, colosso cinese e fornitore di Electrolux, per l'acquisizione del gruppo svedese. Dalla Cina sono arrivate le conferme, dalla Svezia no. 
Ma non sono arrivate nemmeno le smentite, ed è questo che fa pensare che la trattativa potrebbe essere molto avanzata. Sul piano locale, hanno confermato che non c'è nulla di scritto l'assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. 
Se è vero che non c'è nulla di scritto, almeno qualcosa di verbale potrebbe esserci e l'hanno captato anche i mercati, con un balzo di Electrolux del 16%. 
Non sarebbe la prima acquisizione di alto livello da parte di Midea, che vuole un bouquet di brand per gli elettrodomestici. Electrolux, che sta vivendo un periodo di crisi dovuta al calo della domanda ha molti marchi storici e riconoscibili sul mercato globale, oltre a un know-how che è ai massimi livelli mondiali nel settore del "bianco". 

I cinesi di Midea lo sanno e l'idea dell'acquisizione di una multinazionale occidentale non sarebbe nuova. Anche l'acquisto della tedesca Kuka lo dimostra. Tutto è iniziato con l'ingresso nel 2014 nell'azienda - leader mondiale nella produzione di robot industriali - e conclusa a novembre del 2022. Uno dei tanti tasselli nel passaggio da fornitore per le imprese europee a colosso autosufficiente, con testa e cuore in Cina e ramificazioni in occidente.
Intanto, a livello locale, il 30 maggio ci sarà un incontro tra rappresentanti dei sindacati e dell'azienda. Le parti sociali sperano di avere le prime risposte sue due fronti: da un lato il futuro della proprietà, e dall'altro - più urgente - le prospettive collegate al calo degli ordini e quindi alla riduzione dei turni di lavoro. 

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