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Domenica, 25 Febbraio 2024
Economia

Crac Banca di Vicenza: il Parlamento vota l’incremento del risarcimento al 40%

Una buona notizia per gli investitori che hanno subito perdite dopo il fallimento dell'istituto di credito

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PordenoneToday

Nella giornata del 28 giugno è stato votato al Senato, dopo la votazione alla Camera avvenuta venerdì scorso, il decreto Enti Pubblici - DL 51/2023 - che ha recepito l’emendamento già approvato in sede di Commissione Finanze inteso ad incrementare al 40% i rimborsi previsti per gli acquirenti dei titoli di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Viene riconfermato che la quota aggiuntiva verrà erogata “sulla base delle risultanze istruttorie e dei dati già acquisiti dalla commissione tecnica” e che quindi non è prevista alcuna possibilità di integrare le domande precedentemente presentate. La presentazione di nuova documentazione, che dovrà essere trasmessa esclusivamente attraverso il collegamento con il portale del Fondo Indennizzo Risparmiatori, riguarda solo gli azionisti che hanno cambiato l’Iban dopo la percezione della quota del 30%.
Ricordiamo a tutti coloro che dovranno provvedere alla trasmissione del nuovo Iban che dovranno produrre certificazione dello stesso rilasciata dalla Banca ricordando inoltre che l’accesso al portale del Fondo indennizzo Risparmiatori necessita delle credenziali quali username e password che invitiamo quindi a recuperare. La scadenza perentoria del 31/7/23 rende urgenti queste attività. Nel caso particolare di decesso dell’azionista che abbia già percepito il risarcimento del 30%, pur in assenza di previsioni esplicite nella norma, vi è ovviamente per gli eredi la necessità di produrre anche la dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate o equivalente dichiarazione sostitutiva firmata da tutti gli eredi.
«Risultati possibili solo grazie alla continua pressione esercitata da Federconsumatori, insieme alle altre associazioni nei confronti di MEF, CNCU e CONSAP” – commenta D’Adamo, Presidente di Federconsumatori FVG - “Riteniamo importante questo risultato ma ancora insufficienti le modifiche apportate, oltre che troppo stringenti i termini per permettere ai risparmiatori di operare tutti gli adempimenti necessari a ottenere l’ulteriore risarcimento. Si doveva tener conto anche dell’età degli utenti coinvolti e del fatto che nell’arco dei tre anni dalla chiusura dei termini della presentazione delle istanze molte filiali degli istituti di credito coinvolti, quali quelle di Intesa Sanpaolo, sono state chiuse o accorpate e anche le coordinate bancarie modificate di conseguenza».

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