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Lunedì, 20 Maggio 2024
Economia

Trasporti, l'Interporto di Pordenone cresce e punta all'Ex Seleco

Agrusti: «L'obiettivo è creare primo Consorzio Industriale di Pordenone»

L'interporto guarda al futuro e punta verso una delle zone strategiche della zona di Pordenone: l'Ex Seleco. Ieri, 14 novembre, si è tenuto un incontro importante sulle prospettive e le opportunità di sviluppo dell'hub. «Un incontro – come ha dichiarato il presidente della Camera, Giovanni Da Pozzo – che si inserisce nelle iniziative promosse dall’Ente con l’obiettivo di rafforzare e rendere sempre più proficuo il dialogo con le partecipate, le associazioni di categoria e le imprese».

La logistica ha dunque un ruolo fondamentale. Il presidente ha infatti evidenziato quanto il Friuli Venezia Giulia possa giocare, in questo momento storico, una partita fondamentale nella logistica del Centro Europa grazie al valico di Tarvisio che, ha detto «diventerà sempre più strategico sia per il traffico su gomma sia su rotaia pur in presenza di una frenata dell’economia tedesca e della contingenza che sta colpendo le aziende meno strutturate ad affrontare le difficoltà».

Agrusti: «L'interporto punta a essere un grande consorzio industriale»

 Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico e Vicepresidente di Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha dichiarato che insieme all’Amministrazione comunale «sta ragionando di ampliarlo in un’altra area strategica, quella dell’ex Seleco, affinché anche Pordenone possa disporre di una superficie adibita a grande Consorzio industriale da qui fino al Noncello, includendo perché no? anche lo stesso Interporto con la contestuale implementazione dei servizi per i lavoratori». Il sindaco Alessandro Ciriani, che ha confermato il dialogo in corso per la creazione di un’area dedicata a Consorzio industriale, ha rimarcato il grande interesse dell’Amministrazione per lo sviluppo dell’infrastruttura logistica, «incardinata – ha spiegato – in una zona strategica a forte vocazione manifatturiera; tra poco – ha evidenziato il primo cittadino – la possibilità di non spezzare più i treni sarà un’arma importante a nostra disposizione così come lo sarà la stazione elementare per il transito a Est dei nostri treni. Per parte nostra – ha concluso il sindaco – nonostante l’orizzonte carico di nubi preoccupanti, possiamo guardare al futuro con un pizzico in più di serenità».

Le cifre

I numeri fanno ben sperare. Alfredo De Paoli, AD di Interporto C.I., ha illustrato tutti i dati del traffico rilevato (1.900 treni movimentati nel 2022 contro i 1.226 del 2021) oltre a mostrare un’istantanea sugli asset attuali e quelli inseriti nell’agenda futura dei lavori. Attualmente i binari sono otto: quattro di presa e consegna, altrettanti operativi di carico e scarico delle UTI a piazzale «a standard europeo 750m», un’asta di manovra da 320 metri, la rampa di carico mezzi militari e/o RO.LA., 100 mila metri quadri di piazzale operativo/deposito e un gate/uffici e officina raccordata per manutenzione mezzi rotabili. Tra gli interventi a breve termine (entro il 2025), «l’allungamento dell’asta di manovra a 750 metri, la realizzazione di quattro binari di sosta carri e l’installazione di un portale ferroviario e stradale». Per il 2028, ha aggiunto ancora De Paoli, è prevista «la trasformazione in stazione elementare, la realizzazione di un ulteriore binario operativo sotto gru, di magazzini raccordati e l’installazione di 2 gru a portale»

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