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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Economia

A Pordenone cresce l'occupazione, ma non si trovano lavoratori

La crescita si attesta sul 12,4% nell'ultimo trimestre. Ma sulla ricerca di nuove figure specializzate si fa fatica ad assumere

Le cifre pubblicate dall’Ires Fvg mostrano una città a due volti. La buona notizia è che Pordenone cresce insieme alle altre città del Friuli, ma fa fatica ad assumere lavoratori specializzati sfiorando una percentuale del 60%. È quanto emerge dal report del ricercatore Alessandro Russo sulla base di dati nazionali e locali. Uno studio dove emerge che nei primi nove mesi del 2022 l’occupazione in Friuli Venezia Giulia è aumentata in media di 16.500 unità rispetto allo stesso periodo del 2021 (+3,3%), quando l’economia era ancora pesantemente vincolata dalle restrizioni per contenere la pandemia. La crescita ha toccato in particolare l’industria e l’edilizia (+5,5%) e il lavoro dipendente (+4,2%), mentre il numero medio di disoccupati si aggira sulle 27.300 unità contro le 30.400 del periodo gennaio-settembre del 2021. 

Calo della domanda di lavoro 

I numeri, se si guarda al terzo trimestre del 2022, sono in leggera decrescita per quanto riguarda l’occupazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-2.300 unità, pari a -0,5%). Stessa tendenza per il tasso di occupazione, che nel secondo trimestre aveva superato il 70% (era il secondo in Italia dopo quello della provincia di Bolzano), ma è sceso al 67,8% toccando la settima posizione a livello nazionale. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto comunque inalterato al 5%.  

Se si concentra l’attenzione nei primi nove mesi, il  numero di assunzioni in Fvg è comunque positivo attestandosi al 18,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da 106.600 a 126.200, circa 19.500 unità in più). Questo perché il dato risulta persino superiore (di quasi 12.000 unità) rispetto ai livelli pre-pandemia. 

Nel 2022 sono aumentati in termini relativi soprattutto le assunzioni a tempo indeterminato (+34,5%), mentre in valori assoluti la crescita più rilevante è stata registrata con quelle a termine (+6.133 unità). Pordenone con +12,4% si mette in fila provando a raggiungere i risultati delle province di Trieste (+20,3%) e Udine (+21,7%). Gorizia si ferma invece al +15,3%. Nella seconda parte dell’anno si osserva un rallentamento della domanda di lavoro; la crescita rilevata si è infatti concentrata nei primi cinque mesi, mentre da giugno i valori sono allineati a quelli dello stesso periodo del 2021. 

A Pordenone si fa fatica ad assumere

Secondo la rilevazione del sistema informativo Excelsior, le imprese dell’industria friulana stimano un aumenti di quasi 11.000  lavoratori a gennaio 2023. Nel 55,5% dei casi stimano che ci saranno delle difficoltà a trovare i profili professionali ricercati. C’è chi sostiene che sia dovuto a una mancanza dei candidati (35,1%) e chi, in misura minore, per la scarsa preparazione degli stessi (14,4%). Ma la percentuale risulta molto più alta nella provincia di Pordenone che sfiora il 60% (59,8%), il valore più alto che si rileva a livello nazionale. 

Gli imprenditori hanno difficoltà a trovare specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (con l’89,2%), i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell'istruzione (87,3%), gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (76,9%). 

E in base ai titoli di studio richiesti le maggiori difficoltà si riscontrano nelle assunzioni di candidati che hanno concluso un percorso ITS (71,9%), seguite da chi ha una qualifica di formazione o diploma professionale (70,1%), in particolare con indirizzo legno (88,9%) e impianti termoidraulici (92,5%). Si può infine concludere che negli ultimi anni gli ostacoli nella ricerca del personale sono aumentati. Nel 2017 il dato si attestava al 26,3%. Una cifra che mel primo semestre del 2021 si aggirava intorno al 40% del totale e a giugno dello scorso anno si attestavano ancora al 45%, dieci punti percentuali in meno rispetto al quelle previste per quest’anno.  

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