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Venerdì, 24 Maggio 2024
Economia / San Vito al Tagliamento

Digitalizzazione e lotta agli sprechi nelle reti idriche: il primo Forum dell’Acqua del Nordest

Presenti a San Vito diversi esponenti del mondo dell'imprenditoria a livello nazionale

In Friuli la dispersione idrica arriva fino al 42,3%. Un dato che risulta ancora più accentuato in due ex provincie: Trieste (42%) e Gorizia (51,9%). Pordenone (12,1%) rientra tra le sette città con perdite inferiori al 15%, mentre Udine ha una percentuale che resta sotto la media regionale (21%). Da questi dati, pubblicati dall'Istat, bisogna partire per riqualificare gli impianti idrici presenti in Regione. Ieri, 10 maggio, alla LEF di San Vito si è svolto il primo Forum dell’Acqua del Nordest in presenza di diversi esponenti del mondo dell'imprenditoria. Gli interventi si sono concentrati su come gestire le reti idriche. Si è parlato dei fondi del PNRR per il rinnovamento delle infrastrutture (quasi 4 miliardi di euro a livello nazionale) e dell'utilizzo di nuove tecnologie – come l’IA – per incrementare la qualità dei servizi di distribuzione e dell’acqua.

Lorenzo Bardelli, Direttore Divisione Ambiente ARERA, la massima autorità del Paese sulla materia, ha introdotto le novità regolatorie di settore spiegando che "in Italia non è possibile un confronto tra gli operatori stante l’arretratezza di alcune infrastrutture. Si consideri che in alcune aree è stato sollevato il problema sulla garanzia di continuità del servizio, definita impossibile, con successive interruzioni del ciclo per due settimane. Ebbene, ci sono realtà, mi viene in mente Milano, dove se ci sono blocchi anche solo di un’ora i cittadini chiamano i Carabinieri». Ciò nonostante, Bardelli si è detto ottimista sull’utilizzo dei fondi del PNRR poiché, ha detto, «la fortuna del nostro Paese è stata quella di presentarsi all’appuntamento con una qualità tecnica elevata. Ed anche la qualità dei dati, seppur lentamente, va migliorando. La conseguenza è l’aumento della capacità di spesa a fronte di un percorso tariffario che sostanzialmente non cambia".
 

Mario Rosario Mazzola, professore ordinario di Ingegneria Civile, Ambientale e Aeronautica Università di Palermo – Esperto in sistemi idrici, si è soffermato sulle problematiche relative all’approvvigionamento. "Non esiste un’emergenza idrica; essa, semmai, è diretta conseguenza della mancanza di programmazione e i segnali per capirlo in anticipo sono numerosi. Se non vengono colti col sufficiente tempismo serviranno tempi molto lunghi per venirne a capo". Per Mazzola la digitalizzazione delle reti idriche - un percorso non più tecnico ma culturale, ha detto – è necessaria perché oggi "non si può più andare a naso ma serve segmentare i dati, analizzarli e capirli. Certo, sulla sfida imposta dall’UE entro il 2028 – riduzione media delle perdite al 23% - ho qualche dubbio. Ma dobbiamo andare avanti immettendo elementi come l’IA che consentano di aiutare le aziende a leggere le informazioni delle reti".

Mattia De Rosa di Microsoft Italia, ha convenuto sull’utilizzo delle nuove tecnologie interrogandosi sui costi che potrebbe avere un processo aziendale non integrato, e sull’utilità di impiegare il tempo speso per fare altro. "Esistono tecnologie che risolvono problemi con costi per tutte le tasche, compresa l’IA, necessaria oggi per gestire la quantità dei dati prodotti, per esempio, dai nuovi rilevatori. Dentro l’IA – ha aggiunto – c’è una capacità di ragionamento che può essere utilizzata per analizzare scenari come quello delle reti idriche, fatti di tante variabili: tariffe, impatto ambientale e parti di ricambio, solo per citarne alcune". Donato Pasquale, responsabile Water & Waste Water di Schneider Electric, leader mondiale nella distribuzione elettrica, ha parlato dell’importanza della qualità del dato che i sensori disseminati sul campo portano in azienda, "avere una base di informazioni affidabili e coerenti con quelle che arrivano dal campo – ha detto – consente di fare efficientamento".
 

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