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Blur, 30 anni dopo: un evento celebra il concerto esclusivo a Giais di Aviano

Per festeggiare il trentennale dal live del gruppo musicale britannico, Velvet Rock Club ha deciso di ripercorrere quei momenti con la proiezione dell'intera esibizione della band di Damon Albarn.

Il 6 novembre 1993 è una data che molti amanti del rock a Pordenone conoscono a memoria. Ancora oggi se ne parla come un evento che ha fatto la storia di questo territorio. Pordenone, del resto, dagli anni '70 si era presa la scena grazie al movimento artistico The Great Complotto che diede vita a dei gruppi punk dallo straordinario talento creativo. È proprio sull'onda di quel successo travolgente che il Velvet Club, nato nel 1991 a Giais di Aviano, ospitò alle 22 un gruppo britannico sconosciuto di Colchester. Una band che un anno più tardi divenne una delle maggiori esponenti del britpop: i Blur.

Ma come è stato possibile che una band inglese sia venuta a suonare a Pordenone? Tutto era nato da una delle tante telefonate di routine come ci spiega Luca Borghese, l'organizzatore dell'evento. «Tutto è partito da una delle agenzie con cui collaboravamo; ci proposero tra una serie di gruppi anche i Blur, e non ci pensai due volte. Riuscimmo a bloccare una data del tour che comprendeva altre due date in Italia: Cesena e Milano. In quel periodo non erano cosi famosi e affermati, tant'è che noi facemmo promozione soprattutto il sabato sera durante le serate da ballo rock con il singolo There's no other way, brano contenuto nell'album Leisure del 1991». 

La locandina del concerto dei Blur

Insieme all'agenzia (Rock Alliance di Pordenone) cominciarono a pubblicizzare l'evento nelle riviste musicali specializzate: Rockerilla, Mucchio Selvaggio. E non mancavano ovviamente pubblicità nella radio di settore che promuovevano di continuo l'evento che si sarebbe tenuto al Velvet Club di Giais. La campagna portò i risultati sperati con circa 400 persone arrivate ad Aviano ad assistere al concerto dei Blur, in tour per presentare il loro secondo album  Modern Life Is Rubbish, con brani del calibro di For Tomorrow, Chemical World e Sunday Sunday. «Ricordo ancora oggi esattamente quel concerto come tutti gli altri che abbiamo organizzato. Mi è rimasta impressa la disponibilità della band che a fine concerto si fermò a bere con diversa gente al bar del Velvet senza comportarsi da star». 

In quel concerto inoltre non si fermarono a promuovere solo quelle canzoni, ma si esibirono proponendo alcuni brani in anteprima. «Suonarono per la prima volta Girls & Boys - conclude Luca Borghese - Una canzone che sarà poi presente, Parklife, l'album che avrebbe consacrato il successo dei Blur. Il pubblico fu tiepido con questo pezzo, non lo conosceva nessuno». Ma a pensarci fu qualcosa di straordinario che proprio a Giais la band di Damon Albarn fece ascoltare ai fedelissimi uno dei brani iconici del gruppo. 

Per celebrare quell'evento, il 9 dicembre sarà proiettato l'intero concerto dei Blur all'Astro Club di Fontanafredda. 

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