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Teatro

“Dio potente”: Il Teatri Stabil Furlan celebra Renato Appi a cent’anni dalla nascita

La pièce avrà una doppia programmazione, a Cordenons e a Udine. Inoltre, ad anticipare la serata ci sarà la consueta tavola rotonda

È stato drammaturgo e poeta. Ma Renato Appi è ricordato anche per essere stato animatore culturale, studioso e scrittore di grande spessore artistico e soprattutto umano. A cento anni dalla sua nascita, il Teatri Stabil Furlan ha deciso di celebrare questo straordinario friulano con uno spettacolo teatrale che vede alla regia il nipote dello stesso Appi, Andrea, noto componente del duo “I Papu”. Come riporta il Dizionario biografico dei friulani, citando Ciceri, Appi, per anni vicepresidente della Società filologica friulana e dell’Ente Friuli nel mondo, fu «un entusiasta con tratti utopistici e quasi adolescenziali, un animatore instancabile» che continua tutt’oggi a essere presente nel tessuto culturale del Friuli.

Lo spettacolo è stato presentato in occasione di una conferenza stampa ospitata, mercoledì 25 ottobre, dal Centro Culturale Aldo Moro e alla quale hanno partecipato Lorenzo Zanon, presidente del Teatri Stabil Furlan; Massimo Somaglino, direttore artistico del Teatri Stabil Furlan; Andrea Appi, autore e regista dello spettacolo; Loris Zancai Mucignat, assessore alla cultura del Comune di Cordenons; Maria Francesca Vassallo, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone; Loris Basso, presidente Ente Friuli nel Mondo; Dani Pagnucco, già collaboratore di Appi nei suoi progetti di ricerca.

«Renato Appi, tutt’oggi, è una delle figure più rappresentative della friulanità del Friuli Occidentale. Ha avuto importanti ruoli istituzionali, oltre ad averci lasciato in eredità un’importantissima produzione artistica. In occasione dei 100 anni dalla sua nascita ci è sembrato doveroso omaggiarlo con uno spettacolo che saprà tratteggiare la sua figura, tanto significativa per la lingua e la cultura friulana. Con questa produzione andremo quindi a ricordarlo e grazie a lui a valorizzare anche il territorio che gli ha dati i natali», ha sottolineato Lorenzo Zanon, presidente del Teatri Stabil Furlan.

«L’incontro inedito fra Renato Appi e suo nipote Andrea ci è sembrato un’ottima sintesi fra le due anime artistiche di questo Teatri Stabil Furlan, costantemente in equilibrio fra tradizione e innovazione. Una celebrazione di un grande autore del passato con uno sguardo fortemente contemporaneo», ha precisato Massimo Somaglino, direttore artistico del TSF.

«La scelta da parte del TSF di commissionare a me uno spettacolo su Renato Appi è stata molto coraggiosa. Una scommessa che è al contempo, come spesso capita, una grande opportunità, che ho accettato con entusiasmo anche se l’opera di mio zio è molto lontana dal mio percorso artistico. Con altrettanto entusiasmo rivolgo l'invito a tutti i curiosi che vorranno venire a conoscere Renato Appi uomo e intellettuale da un punto di vista decisamente inconsueto», ha raccontato Andrea Appi, autore e regista dello spettacolo.

«La prima di questa rappresentazione sarà l’evento clou di una programmazione annuale – realizzata grazie alle associazioni del territorio - con la quale l’Amministrazione di Cordenons ha voluto celebrare la figura di questo suo illustre concittadino: un uomo che, sia nel privato che nella sua attività pubblica, ha saputo portare la friulanità e la cordenonesità in tutto il mondo. Pertanto ringrazio il Teatri Stabil Furlan e tutti gli altri partner che hanno partecipato a questa iniziativa, con l’auspicio che la pièce possa superare anche i confini del Friuli», ha dichiarato Loris Zancai Mucignat, assessore alla cultura del Comune di Cordenons.

«Assieme a don Luciano Padovese (fondatore del Centro culturale Casa Antonio Zanussi), e altri, Renato Appi si è speso per incentivare l'attività culturale del territorio. Lo ha fatto con spirito sempre aperto e propositivo. É stato dunque una persona fondamentale per il nostro Centro. Pertanto, quando Andrea ci ha coinvolti nel progetto, siamo stati lieti di essere presenti, in ragione della grande amicizia con la famiglia Appi e del ruolo che questo grande intellettuale friulano ha avuto per noi», ha detto Maria Francesca Vassallo, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone.

«Renato Appi ha sempre avuto una particolare attenzione per gli emigrati e per il loro contatto con le famiglie e i paesi d'origine, nonostante i numerosi impegni come drammaturgo, poeta, ricercatore. È stato sempre interessato sui temi sociologici dell'emigrazione e in particolare sull'aspetto delle radici e dell'appartenenza identitaria friulana. La "lontananza" quale opportunità di aggregazione è stato un ulteriore tema che ha accomunato i friulani sparsi nel mondo. Ideali che Appi ha trovato nella sua attività nell'Ente Friuli nel Mondo, fin dalla sua fondazione, e poi anche come vicepresidente, diventando un punto di riferimento per la comunità friulana emigrata nel mondo. Nel centenario dalla nascita è stato pertanto doveroso rendergli omaggio con una serie di iniziative volte a portare anche a tutti i nostri corregionali, nello specifico alle giovani generazioni, viva testimonianza della sua vita ed eredità. La rappresentazione del TSF porta a coronamento il ricco percorso multidisciplinare che lo ha reso nuovamente protagonista», ha commentato Loris Basso, presidente Ente Friuli nel Mondo.

«Renato è stato un uomo speciale per la cultura friulana. Un uomo di grande generosità e apertura. Dobbiamo al suo lavoro gran parte delle stagioni teatrali del Friuli Occidentale, così come l’attività di molte compagnie che, benché amatoriali, hanno portato in scena spettacoli di grande qualità. Questa pièce porterà sul palco una serie di aspetti personali e di vita di Renato. Lo stesso titolo dello spettacolo, “Dio potente”, è “suo”: uomo estremamente religioso, nei momenti di difficoltà era solito ricercare forza interiore con questa espressione», ha ricordato Dani Pagnucco, collaboratore di Appi che ha condiviso, ideato e realizzato i molteplici progetti e interventi a livello culturale.

La pièce avrà una doppia programmazione. Sarà ospitata dal Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons (via Traversagna 4) sabato 28 ottobre, alle 21, (per informazioni: 0434932725, centroaldomoro@gmail.com). La sera seguente, andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, alle 20.45 (biglietteria al teatro Palamostre o su www.vivaticket.it). Sul palco, a raccontare questo poliedrico intellettuale friulano, ci saranno Andrea Appi, Maria Ariis, accompagnati dalle musiche dal vivo di Arno Barzan. Lo spettacolo è una produzione del Teatri Stabil Furlan con il sostegno di Comune di Cordenons e Società Filologica Friulana, realizzato in collaborazione con Centro Iniziative Culturali Pordenone, Casa dello studente Antonio Zanussi Pordenone, Ente Friuli nel Mondo.

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