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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cultura / Sequals

Villa Carnera, un piccolo museo di un grande campione

In occasione delle Giornate del Fai la storica residenza dell’atleta friulano Primo Carnera apre al pubblico

Le colline di Sequals si vedono da lontano insieme ai confini tracciati dal torrente Meduna. Una vista che già da sola varrebbe il prezzo di questo breve viaggio. La ragione di questo spostamento è in verità un altro. Un’occasione unica di scoprire da vicino la storia di un mito della boxe. Un uomo, Primo Carnera, che è in verità era una montagna che si spostava da una parte all’altra del ring. Tutta la sua grandezza, la sua forza e i suoi successi sono ben visibili in questa residenza  in stile liberty che mantiene comune intatte le sue radici. Nonostante la sua carriera lo avesse portato oltreoceano (fu il primo italiano a conquistare il 29 giugno 1933 la cintura dei pesi massimi contro Jack Sharkey al Madison Square Garden di New York, di fronte a 40 mila spettatori), la sua mente era sempre rivolta al suo paese d’origine. Un pensiero che alla fine prese la forma di una villa costruita nel 1932 da Luigi Plateo partendo dal progetto di Mariano Pittana.

Villa Carnera, Giornate del Fai d'autunno 2022

La residenza è un connubio di stili che passano dal classico al moderno. Il suo legame con Sequals viene più volte marcato dai mosaici come quello della quercia, non a caso simbolo di forza che nel suo caso lo ha portato lontano. Il salotto e la sala da pranzo sono invece collegate da questo lungo corridoio connesso tramite delle porte a scorrimento che all’epoca erano qualcosa di estremamente innovativo. Nel salotto in particolare emergono tanti piccoli cimeli che riproducono ogni fase della sua vita dentro e fuori dal ring. Un percorso che prosegue verso la scala in legno di rovere che conduce al primo piano dove sono presenti foto d’epoca del campione di pugilato e di wrestling, l’ultima sua disciplina. 

Ogni stanza - due matrimoniali e due singole, e un bagno - è arredata con mobili in stile Art Nouveau, ma quel che colpisce è il contenuto di ciascuna camera che rispecchia una fase specifica della sua vita. Un’altra sua passione era la scrittura, dato che si dice che possedesse un diario personali con al suo interno frammenti del suo vissuto. Un modo per allenare la mente, dato che per il corpo c’era un'intera palestra dotata di un ring e di un vogatore per il riscaldamento. La scritta per altro dice praticamente tutto: Mens sana in corpore sano. Una filosofia che gli ha permesso di entrare nel mito dello sport italiano e della comunità friulana. 

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