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Domenica, 25 Febbraio 2024
il dato

In Regione ogni cittadino ha differenziato 48,2 kg di vetro

I dati del Coreve sui risultati ottenuti dal riciclo in Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia, ogni cittadino ha raccolto e avviato al riciclo 48,2 kg di vetro nel 2022, in crescita rispetto ai 46,7 kg/abitante registrato nel 2021 e superiore alla media nazionale, che si ferma a 42,6 kg per abitante.
Nell’ultimo anno, grazie al più importante intervento strutturale voluto da CoReVe e Anci per migliorare quantità e qualità della raccolta del vetro, sono stati finanziati 122 progetti in 351 Comuni, per un valore complessivo di quasi 12 milioni di euro, capace di coinvolgere 7 milioni di cittadini.
Nelle regioni del Centro Nord sono stati coinvolti 206 Comuni e 1,2 milioni di abitanti, per un valore totale di progetto di circa 1,5 milioni di euro.

I dati sono stati presentati dal Consorzio per il recupero del vetro (CoReVe) a Milano nel corso di un evento arricchito da un percorso espositivo su falsi amici del riciclo e gli errori più comuni della raccolta differenziata realizzato con la collaborazione di Stefano Bonora, illustratore, muralista, artista, che fa parte del collettivo Bonora Brothers con suo fratello Mattia.

«Abbiamo raggiunto un nuovo traguardo nella sfida dell’economia circolare, con l’Italia, che non solo si conferma per il 4° anno consecutivo al di sopra del target UE fissato al 2030 (75%) ma capace, anche, di sfondare i 2,5 milioni di tonnellate di vetro raccolto in un anno - ha dichiarato il presidente Gianni Scotti -. Migliorare qualità e quantità della raccolta del vetro è l’obiettivo principale del Coreve e negli ultimi mesi abbiamo potuto registrare i primi effetti del più importante intervento mai realizzato in questo senso».

Lasciare che finisca vetro riciclabile in discarica è un enorme spreco e i dati CoReVe lo dimostrano: «La contabilità ambientale del riciclo mostra in modo evidente che l’uso di vetro riciclato comporta innumerevoli vantaggi – ha continuato Scotti. Stiamo parlando di un risparmio di 4,2 milioni di tonnellate di materie prime, pari a circa 2 volte il volume del Colosseo, che determina un risparmio economico tra il 20 e il 30%. Inoltre, il ricorso al riciclo permette di risparmiare per la produzione di vetro il 25% dell’energia e il 25% del gas naturale, con un risparmio di almeno 360 kg di Co2 per tonnellata di prodotto».

Grazie agli ottimi risultati di riciclo nell’ultimo anno, è stata evitata l’immissione in atmosfera di 2,5 milioni di tonnellate di gas a effetto serra, pari a quelli derivanti dalla circolazione di circa 1,6 milioni di autovetture euro 5 di piccola cilindrata, con una percorrenza media di 15mila km. Dal rottame che le vetrerie hanno complessivamente riciclato, derivano inoltre risparmi di energia per oltre 436 milioni di metri cubi di gas, equivalenti ai consumi domestici di oltre 580 mila famiglie italiane o di una città da oltre 1,6 mln di abitanti.
Numeri molto positivi, che tuttavia rischiano di essere in parte vanificati dal recente aumento dei prezzi del rottame di vetro, la cui crescita sta favorendo il ritorno al consumo di materia prima vergine, con conseguenti effetti sull’ambiente.

«I dati mettono bene in luce i vantaggi ambientali che il riciclo consente di avere ma, nonostante questi, si sta creando una situazione potenzialmente pericolosa. Assistiamo infatti, a causa di comportamenti speculativi, all’abnorme crescita dei prezzi del rottame di vetro che sta spingendo gli operatori economici a consumare più materia prima vergine riducendo la materia prima seconda (frutto del riciclo) con conseguente impatto ambientale negativo.  Il rottame di vetro è passato da valori anche negativi, ai 20-30 euro del 2019 a picchi oltre 220 euro a tonnellata nelle ultime aste, rendendo più economico l’utilizzo di materie prime vergini rispetto all’MPS, risultato del trattamento del rottame di vetro riciclato. Ciò sta pericolosamente invertendo un trend che vedeva le vetrerie italiane utilizzare sempre più materiale riciclato per le proprie produzioni, basta pensare che per produrre bottiglie per il vino od olio si può arrivare a utilizzare fino al 95% di MPS.  L’Italia non può permettersi da un punto di vista ambientale il ritorno all’uso di materie prime vergini, pur nel rispetto delle regole di mercato, appaiono indispensabili norme che tengano anche conto degli effetti sull’ambiente di tali trend» – spiega Scotti.

«Grazie all’impegno di tutti- ha concluso il presidente - puntiamo ad avere un tasso di riciclo che tocchi l’83% nel 2023 e che sfondi l’86% nel 2025».

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