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Casa Serena, Riccardi rassicura: «Riaprirà entro un paio di settimane»

Le parole dell'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia nel corso di un'interrogazione in Consiglio regionale. Conficoni (Pd): Dopo due anni di rimpalli resta comunque un gran pasticcio, una pagina nera nella sanità locale e regionale»

«Una volta ottenuto l'accreditamento, la convenzione tra Azienda sanitaria Friuli Occidentale e Casa Serena-Asp Umberto I potrà partire entro un paio di settimane, dando così riavvio alla struttura della Residenza sanitaria assistita di Pordenone». Ad affermarlo è stato questa mattina l'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi che ha risposto direttamente a un'interrogazione in Consiglio regionale sullo slittamento dell'apertura della Rsa. Il centro dedicato alle cure intermedie della Destra Tagliamento dovrà infatti attendere ancora qualche settimana per via di alcuni passaggi burocratici legati alla domanda di accreditamento in Regione. Un iter complesso dato che  l'ex Azienda per l'assistenza regionale 5 "Friuli Occidentale" era titolare di tutte le strutture presenti sul territorio, Casa Serena compresa.

«A conclusione di alcune verifiche allora emersero una serie di non conformità rispetto ai requisiti, tra i quali il più rilevante era legato al profilo strutturale, con la capienza di 18 posti letto a fronte dei 20 previsti - ha spiegato Riccardi -. La Ass5 aveva avviato alcune azioni correttive ma non avrebbe potuto superare da sola la non conformità di tipo strutturale: i locali a disposizione non consentivano la realizzazione di ulteriori stanze di degenza e i lavori di adeguamento avrebbe dovuto realizzarli l'Asp, perché proprietaria dell'immobile».

A causa di questi ostacoli tecnico-burocratici l'attività della Rsa fu momentaneamente sospesa, anche se al momento dovrebbe esserci una svolta nella gestione della nuova Casa Serena secondo le parole di Riccardo. «L'attuale direzione di Asfo ha comunicato l'intenzione di riattivare il servizio di Rsa, ma ha fatto presente alla Regione la difficoltà di continuare a gestire direttamente la struttura, proponendo la soluzione di trasferirne la titolarità all'Asp Umberto I, con la stipula di una convenzione all'esito del rilascio dell'accreditamento in capo al nuovo soggetto gestore».

Conficoni: «Una vicenda grottesca»

Il consigliere regionale Nicola Conficoni risponde alle dichiarazioni di Riccardi parlando di una «vicenda grottesca e imbarazzante, che ha di fatto privato diverse famiglie di un servizio fondamentale».

Dopo la chiusura nel settembre del 2021 secondo il politico «si è assistito a un avvilente teatrino tra rimpalli, ripensamenti e quindi annunci, poi smentiti, di ipotetiche riaperture. Oggi l'assessore Riccardi, rispondendo all'interrogazione, ha comunicato che le procedure finalizzate alla riapertura si stanno concludendo, senza però fornire una data su quando le porte dell'Rsa finalmente si riapriranno. A oggi, purtroppo, il promesso potenziamento delle Rsa nel Pordenonese è rimasto lettera morta. Un fatto - conclude Conficoni - che suscita amarezza e delusione. A maggior ragione per come, chi governa, ha gestito un problema che avrebbe potuto essere risolto da molto tempo».

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