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Politica / Cimolais

Dopo le accuse, la smentita di Dolomiti Friulane: nessun via libera alla caccia nel Parco

Le dichiarazioni del presidente nonché sindaco di Erto e Casso Fernando Carrara

Nessuna attività di caccia sarà prevista nel Parco delle Dolomiti Friulane. Dopo le smentite dell’assessore Zannier, arrivano anche le parole dei diretti interessati come il presidente Ferdinando Carrara che bolla come «fandonie» le accuse del Movimento 5 stelle dei giorni scorsi contro la Giunta Fedriga. Le dichiarazioni vengono pubblicate direttamente sul Messaggero Veneto, dove Carrara spiega nel dettaglio che per ora si parla solo di un censimento di ungulati, ovvero di quei mammiferi selvatici che popolando la zona al centro in questi giorni delle polemiche politiche. 

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Proprio per avere una maggiore certezza del numero delle specie presenti hanno chiesto maggior coinvolgimento di personale partendo dai distretti venatori, le zone territoriali presenti in Regione. I cacciatori, secondo il presidente di Dolomiti Friulane, sono quelli che più di ogni altro conoscono le aree, ma solo dopo aver terminato questa fase di analisi si potranno prendere eventuali provvedimenti. Quindi, almeno per il momento, senza avere numeri precisi sulla situazione delle aree naturali e delle colonie, non saranno previste norme che consentano di andare a caccia nelle zone protette diversamente da come aveva evidenziato il capogruppo pentastellato Mauro Capozzella. Secondo l'esponente dei 5stelle, «l'ipotesi di aprire la caccia lederebbe gravemente non solo la fauna, ma anche l'immagine dell'integrità del parco e metterebbe a repentaglio la sicurezza dei visitatori».

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