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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Politica / San Quirino

Droni italiani ad aziende cinesi, ma il governo Draghi bloccò la vendita: il caso Alpi Aviation in Parlamento

Le parole del comandante della guardia di finanza Zafarana alla commissione Difesa: «Azienda di Hong Kong riconducibile a due società pubbliche della Repubblica popolare cinese»

Il comandante della Guardia di finanza Giuseppe Zafarana ha mostrato questa mattina il dossier realizzato dalle fiamme gialle nel corso dell’audizione in commissione Difesa della Camera dei deputati. Un documento dettagliato nel quale emerge anche il caso della vendita di Alpi Aviation a una società estera vicina al governo cinese. Zafarana ha infatti illustrato le principali attività svolte dai finanzieri durante il 2022. Indagini compiute per la tutela interna ed esterna nel Paese. Si parla di attività di soccorso in montagna, di controllo economico del territorio svolta ogni ogni giorno dalle pattuglie delle fiamme gialle. E non solo. La guardia di finanzia da tempo si occupa, grazie alle unità antiterrorismo, di mantenere il più possibile la sicurezza pubblica, compresa «la vigilanza degli obiettivi sensibili». 

Il caso dei droni venduti alla Cina

I finanzieri da questo punto di vista hanno fornito pieno sostegno al Governo per quanto riguarda la Golden power, la tutela degli asset strategici del Paese. Sotto questo aspetto le istituzioni possono prendere delle decisioni a seguito di  specifiche valutazioni degli investimenti stranieri nei confronti di alcune aziende di rilevanza nazionale. Possono infatti porre determinate condizioni, oppure porre direttamente il veto a seguito della vendita di una società, com’è avvenuta nell’operazione di Alpi Aviation. Il comandante Zafarana, nel ricordare la sinergia tra il corpo della guardia di finanza e la presidenza del consiglio dei ministri, ha infatti citato il caso dell’impresa di Pordenone, «specializzata nella produzione di droni di tipo militare e certificati per gli standard Nato». Le indagini, avvenuta grazie a un’attività capillare di intelligence, si sono focalizzate  «sul trasferimento, nel 2018, del pacchetto di maggioranza della società italiana a un’impresa di Hong Kong, riconducibile poi a due aziende pubbliche della Repubblica popolare cinese». La vendita, continua il responsabile delle fiamme gialle, era stata conclusa con «delle modalità opache in modo da non far emergere il trasferimento delle azioni al nuovo socio straniero». Il governo Draghi, una volta ricevuta la segnalazione, aveva deciso di intervenire esercitando i poteri speciali secondo la normativa della Golden Power. 

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