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Electrolux, Elly Schlein: "La lotta paga sempre, ora basta con i paradisi fiscali"

La segretaria del Pd ha incontrato i lavoratori dell'azienda alle prese con tagli di personale e contratti di solidarietà. Contestazioni tra i membr

"Conosciamo bene la storia di Electrolux. È una storia che parla di quanto la lotta di lavoratrici e lavoratori quando si mettono insieme produca dei risultati concreti". Elly Schlein, segretaria del Pd, ricorda così gli eventi del 2014 quando la crisi all'interno dello stabilimento di Electrolux ha portato a sei mesi di mobilitazioni. "Di fronte alle difficoltà hanno convinto a non portare questo lavoro altrove e a non delocalizzare in altri paesi. Eppure oggi più che mai bisogna continuare a stare al fianco di questi dipendenti. La lotta paga sempre, ed è l'augurio che faccio a voi. Noi siamo al vostro fianco".

L'esponente del Partito democratico ha scelto di venire appositamente da Roma a Porcia per sostenere i lavoratori di Electrolux. Nonostante il ritardo di un'ora, la segretaria è intervenuta davanti all'ingresso nord di via Brentella dove ad attenderla c'erano decine di persone tra sostenitori e candidati in vista dell'elezioni europee e amministrative. Eppure anche in questa occasione non sono mancate le contestazioni. Un gruppo di persone appartenenti al Comitato ABC Ambiente Bene per le Comunità ha distribuito diversi volantini contro la presenza tra i candidati al parlamento europeo dell'"avvocato difensore di Kronospan" Sara Vito dopo che più di 7.500 cittadini hanno manifestato la loro contrarietà  all'inceneritore della multinazionale. 

Video: L'intervento integrale di Elly Shlein all'Electrolux di Porcia
 

Schlein: "Stop al lavoro precario, sì al salario minimo"

La segretaria desidera un grande piano industriale europeo. Un cambiamento necessario per faer fronte alle evoluzioni del mercato del lavoro. Schlein, nel ricordare l'ex presidente del parlamento europeo David Sassoli, ha parlato del "grande risveglio dell'Europa" dopo la pandemia grazie al piano di investimenti più grandi della sua storia: il Next Generation EU. Non mancano però gli squilibri all'interno dell'Unione europea, rappresentati dai "paradisi fiscali che permettono di pagare le tasse a una multinazionale allo 0,005%. Non è accettabile visto che le altre aziende sono tassate più del 40%". Sono risorse "rubate alla nostra salute, alla sanità pubblica per cui noi continueremo a batterci per dire basta alla privatizzazione".

Sul tavolo c'è anche il salario minimo visti gli ultimi dati Istat. "Più di cinque milioni di persone sono in povertà assoluta. Per questo vogliamo contrastare il lavoro precario e il lavoro povero. L'inflazione è aumentata, e i prezzi sono cresciuti del +17%, mentre i salari solo del 4,7%". 

Le foto dell'incontro con Elly Schlein

L'incontro con i sindacati e le Rsu

Prima di andare via Elly Schlein si è fermata a parlare con i rappresentanti dei sindacati e delle Rsu in modo da conoscere la situazione interna allo stabilimento di Porcia. Il quadro resta preoccupante: turni da sei ore lavorativi, chiusure giornaliere, e cassa integrazione. L'illusione della ripresa dei consumi durante la pandemia si è spenta con i primi crolli del volume di produzione. Da qui il taglio di personale per ridurre i costi. Oltre ai 77 impiegati, si parla anche di 85 operai in esubero anche se "dovrà essere varato a gennaio", afferma uno degli esponenti delle associazioni sindacali. "La Regione sta mantenendo un sostegno al reddito dei dipendenti erogando 2,50 - 3 euro lordi che vanno integrati al contratto di solidarietà per mantenere un salario dignitoso. Al momento l'elettrodomestico non offre più quei tassi di profitto che sono appetibili per le grandi aziende europee. Tant'è che ci sono parecchie cordate di imprenditori non europei che vorrebbero entrare in Electrolux". 

Per Elly Schlein "da un lato bisogna agire con una legge forte contro queste delocalizzazioni soprattutto quando siamo in fronte a realtà che sono state sostenute dallo Stato e dalla Regione nei momenti di difficoltà. In più serve un piano industriale dell'Europa da mettere in piedi puntando sull'innovazione tecnologica, sulla sostenibilità e sulla formazione". Per rendere attrattivo un prodotto di qualità servono in questo caso dei vincoli e degli incentivi come sta avvenendo con l'auto elettrica. Questo "per evitare che chi fa lo sforzo di fare un investimento tecnologico non rimanga esposto alla concorrenza spietata di chi invece sfrutta magari il lavoro e non tiene conto dell'ambiente". 

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