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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica

Elezioni accorpate ogni cinque anni, le opposizioni: «Democrazia a rischio»

I capigruppo del Pd, del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e del gruppo Misto: «Norme ad personam per volontà di qualche sindaco»

La Regione starebbe valutando l'ipotesi di accorpare le scadenze elettorali dei Comuni con quelle del Friuli Venezia Giulia. Una norma che porterebbe a un'unica tornata amministrativa con cadenza quinquennale per le elezioni dei sindaci dei Comuni e del presidente del Friuli Venezia Giulia. Questa scelta - non ancora confermata - ha scatenato già una grossa polemica politica a Trieste. I capigruppo del Pd, del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e del gruppo Misto (M5s, Avs e Open Fvg) in Consiglio regionale, Diego Moretti, Massimo Moretuzzo e Rosaria Capozzi, si sono scagliati contro la possibile modifica del sistema elettorale. «Qualora fossero confermate le indiscrezioni riportate oggi sulla stampa, ci troveremmo di fronte a un vero e proprio golpe, uno stravolgimento delle regole mai visto prima nella storia della nostra regione, verso una palese riduzione della democrazia».

Il motivo che sta alla base dello scontro sono le imminenti elezioni europee tra il 6 e il 9 giugno. In corsa per un posto a Strasburgo c'è il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani che il 3 febbraio  ha sciolto la riserva durante l'inaugurazione della nuova sede provinciale di Fratelli d'Italia in via Molinari.  Secondo le normative vigenti, in caso di elezione Ciriani potrebbe rimanere in giunta ricoprendo il ruolo di assessore, mentre al vicesindaco Alberto Parigi saranno affidate le chiavi della città fino a nuove consultazioni elettorali previste nel 2025 (la scadenza naturale è prevista nel 2027). 

Questo, con la vecchia legge. Ma se le indiscrezioni su una tornata unica ogni cinque anni fossero confermate - continuano i tre capigruppo -« allora ci troveremmo di fronte per prima cosa a una totale mancanza di rispetto del ruolo del Consiglio regionale, piegato alle volontà di qualche sindaco, mentre per altro verso si continuerebbe a fare norme ad personam a favore di qualcuno o contro qualcun altro, senza, peraltro, alcuna certezza sulla durata di un mandato amministrativo».

Se un sindaco si dimette, votare subito

Marco Putto ha depositato un'interrogazione alla Giunta Fedriga per sapere se le modifiche alla legge elettorale sono sul tavolo della Regione. «Da mesi, negli ambienti politici circola voce che la Maggioranza avanzi questa proposta con il mal celato fine di congelare l'attuale assetto politico a Pordenone e Monfalcone, due municipi governati dal Centrodestra, i cui primi cittadini saranno verosimilmente candidati alle elezioni europee di giugno e che, qualora eletti, si dovranno successivamente dimettere dalla loro attuale carica».

«Va ricordato - prosegue Putto - che il ruolo di primo cittadino, in casi del genere, passa al vicesindaco e che la legge prevede di tornare alle urne nel più breve tempo possibile. Ritengo aberrante l'ipotesi di prolungare le scadenze elettorali nei Comuni per il solo tornaconto politico di chi governa. La scelta dei sindaci di competere ad altre cariche è legittima, tanto quanto quella dei cittadini di poter scegliere nel minor tempo possibile chi dovrà governare la propria città».

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