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la mobilitazione / Spilimbergo

Inceneritore di Tauriano, consegnata in Regione petizione con 5.000 firme

Incontro a Trieste. L'impianto non si farà ma adesso il pensiero è rivolto a uno studio epidemiologico

Un secondo inceneritore di rifiuti speciali, a Tauriano di Spilimbergo, non si farà. La notizia è ormai assodata, ma il comitato che si è sempre opposto alla costruzione dell'impianto da 70mila tonnellate all'anno, tra rifiuti solidi e liquidi, che avrebbe dovuto sorgere adiacente a quello già esistente, da 25mila, e di proprietà del Comune, non abbassa la guardia.
Forte delle 5.096 firme raccolte per una petizione nata contro l'inceneritore, il comitato le ha comunque portate all'attenzione del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, chiedendo, attraverso i responsabili di zona e regionale di Legambiente,
Alessandro Ciriani, Raffaella Manca e Sandro Cargnelutti, che si controlli lo stato di inquinamento delle emissioni dell'impianto originale, puntando l'attenzione in particolare sulle contaminazioni da mercurio; svolgere uno studio epidemiologico in
tutti i Comuni su cui ricadono i fumi dell'inceneritore; effettuare un piano di smantellamento e bonifica dell'impianto attuale alla scadenza della convenzione con l'attuale gestore.

Ad affiancare Bordin nel ricevimento delle firme, i consiglieri regionali del Gruppo Misto e del Gruppo Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, oltre a Nicola Conficoni per il Pd.

Serena Pellegrino (Avs) ha preso la parola da vicepresidente della IV Commissione consiliare, deputata ad esaminare la petizione, e ha suggerito che l'argomento venga trattato parimenti dalla III, impegnata in materia di salute, registrando l'immediato consenso di Simona Liguori (Patto-Civica) in veste di vicepresidente di quella Commissione. Furio Honsell (Open) e Marco Putto (Patto-Civica) hanno sottolineato come il cambio di rotta sia avvenuto grazie a una grandissima mobilitazione popolare partita dal comitato, a cui Putto ha garantito il proprio appoggio, mentre il suo capogruppo, Massimo Moretuzzo, si è augurato che la questione sia da stimolo nel riscrivere il Piano regionale di gestione dei rifiuti. All'auspicio ha fatto eco Rosaria Capozzi (M5S), che già con una interrogazione aveva posto l'attenzione sull'inceneritore bis e su un mancato Piano rifiuti adeguato da parte della Giunta regionale. Conficoni ha rimarcato la necessità di trattare i temi rimasti sul tavolo, per scongiurare il rischio che situazioni del genere si ripresentino.

Da parte del presidente Bordin, stimolato da un appunto di Honsell, la sottolineatura che questo è un esempio di democrazia partecipata, dove i cittadini hanno il diritto/dovere di portare all'attenzione della politica le tematiche che necessitano di approfondimento. Suo compito, invece, segnalare alle Commissioni consiliari la petizione assieme alle istanze dei consiglieri che vorrebbero fossero coinvolte la III e la IV assieme.

«Rispetto a decenni fa, oggi c'è un'attenzione ambientale molto più marcata e ciò mi fa piacere. Sono fiducioso che - ha concluso Bordin - chi ha il compito di decidere faccia tutti i passi necessari affinché, tra investimento economico privato ed esigenza ambientale, prevalga sempre quel bene primario che è la salute dei cittadini». 

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