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«Basta soldi per trasformare la montagna in un parco giochi invernale»

L'appello del coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle Mauro Capozzella

È polemica politica sullo sviluppo del turismo nella montagna del Friuli Venezia Giulia. Aspetto su cui la giunta regionale sta investendo molto per portare sempre più turisti in quota.
«Il governo di destra-centro, dichiara il portavoce provinciale del Movimento 5 Stelle, Mauro Capozzella - punta sulla trasformazione della nostra ancora incontaminata montagna al pari di un enorme parco giochi invernale con, addirittura, caroselli di motoslitte e impianti sciistici a bassa quota non capendo che per i cambiamenti climatici in essere avremo inverni sempre più caldi, senza neve, e quindi con costi stratosferici per energia, acqua e logistica per fare sciare sempre meno gente che deve fare i conti con il caro montagna, ossia skipass alle stelle e annessi e connessi. Il tutto sulle spalle della collettività».

«Per noi - prosegue - la montagna della nostra regione è un luogo into-the-wild, ossia fruibile da tutti con l'offerta della sua natura più viva e ancora lontana da scempi causati dall uomo. Si incrementino sentieri, percorsi con ciaspole e sci di altura, infrastrutture compatibili con l'ambiente, percorsi naturalistici e legati all'acqua di sorgente, possibilità di vedere flora e fauna locale. In più va potenziata la possibilità di fare vivere le cosiddette comunità di nomadi digitali. Favorire il ripopolamento dei borghi abbandonati, soprattutto per giovani coppie. Potenziare la rete wi-fi e i collegamenti internet  una delle priorità. La montagna regionale va vissuta, quindi, offrendo formule di turismo non impattanti e rispettose dell'ambiente. È questa la formula vincente per il Friuli Venezia Giulia che deve porsi come luogo ancora lontano dai circuiti caotici e irrispettosi dell'habitat di montagna, cercando di dare risposte concrete a chi cerca il contatto con una natura protetta e 'naturale'. In molte parti d'Europa, vicina Slovenia in primis, ciò sta avvenendo e dobbiamo cogliere questa opportunità. Mazzolini e Bini rivedano la loro insensata politica turistica per la montagna. È ora di cambiare».

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