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Il Punto nascita di San Vito non riaprirà: a rischio la salute delle pazienti

La maggioranza appoggia la scelta dell'Asfo di sospendere le attività nell'ospedale di San Vito. Le opposizioni insorgono: "È l’ora più buia della sanità pubblica"

Dopo scelta di sospendere le attività da parte dell'azienda sanitaria, il punto nascita di San Vito al Tagliamento non riaprirà per ragioni legate alla sicurezza delle utenti. A stabilirlo è la Giunta regionale che dovrà intervenire con una riprogrammazione sostanziale dell'offerta dei servizi sanitari del Friuli Venezia Giulia.

È questo in sintesi il contenuto della risoluzione approvata a maggioranza oggi, con i voti favorevoli dei consiglieri di Centrodestra e il no delle Opposizioni, dalla III Commissione. L'organismo consiliare si è riunito per esaminare la petizione popolare. Con oltre 15 mila firme raccolte negli ultimi mesi, i cittadini hanno chiesto il ripristino dei servizi sanitari del punto nascita di San Vito al Tagliamento, ma sul tavolo inoltre c'erano altri temi di stretta attualità: la riduzione dei tempi delle liste di attesa ambulatoriali e chirurgiche e un rafforzamento dell'organico a garanzia dei bisogni dell'utenza.

Sulla richiesta di riattivazione delle attività del punto nascita la direzione generale ha spiegato che si è trattata di una scelta medica in modo da garantire la sicurezza delle partorienti e dei nascituri. La decisione è stata presa anche in seguito a un episodio di violenza ostetrica che chiamava in causa un medico gettonista, assunto a causa della difficoltà di assumere personale dipendente.

Come è emerso durante i lavori della Commissione, le difficoltà di trovare professionisti a San Vito è dovuto soprattutto alla volontà dei medici di lavorare in ospedali grandi come Pordenone. Di conseguenza - fa sapere la direzione sanitaria -  garantire sicurezza in sala parto con liberi professionisti che non rientrano nell'organico del presidio ospedaliero è praticamente impossibile.

La direzione ha però rassicurato i presenti, ribadendo che il nuovo ospedale di Pordenone consentirà di assorbire in modo adeguato le richieste dell'utenza del comparto materno-infantile sanvitese. Allo stesso tempo le attività del centro di San Vito attualmente sono in crescita negli ultimi mesi: da dicembre 2023 a marzo 2024, infatti, il numero delle prestazioni erogate è passato dal 20 al 30% in termini di visite e controllo ginecologico.

Tutti i giorni, inoltre, è presente l'ambulatorio di ostetricia e ginecologia, con un medico di guardia di pronto soccorso. E sono aumentate le attività per quanto riguarda le prime visite all'interno dei consultori, con una riduzione dei tempi di attesa generale. Il vero problema resta la questione del personale che, come già spiegato dall'Asfo, rende impossibile una riattivazione del punto nascita a San Vito.

Come ha ribadito l'assessore alla sanità Riccardi, "se c'è da decidere in base a quello che dice la piazza o in base a quello che sostengono i professionisti, per la Regione non ci sono dubbi a chi dare fiducia, rispettando comunque il disagio e le forme civili e legittime di protesta a cui rispondere con il dialogo e il confronto".

Sono state, però, condivise parte delle criticità esposte in relazione alle restanti richieste avanzate dai firmatari della petizione, dando atto che per rimuovere le criticità in essere relative ai lunghi tempi di attesa e alla mancanza di personale, Per questo "si rende necessario -  si legge  nella risoluzione approvata - modificare l'assetto dei servizi, garantendone la qualità attraverso una riorganizzazione attenta all'esito e all'appropriatezza, difficilmente raggiungibile senza una revisione sostanziale del sistema, capace di rispondere alle esigenze di una società profondamente mutata nella sua struttura".

Le opposizioni non ci stanno. “La chiusura del servizio - ha affermato la Consigliera regionale di Patto per l’Autonomia - Civica Fvg Simona Liguori,  - rappresenta l’ora più buia della sanità pubblica, segnando una distanza enorme tra le esigenze delle persone e le scelte di chi governa questa regione. Per fortuna esistono i comitati che permettono a tutte le persone, spogliate dei propri diritti e traditi da chi dovrebbe tutelarli, di esprimersi e portare nelle sedi istituzionali la loro voce. Nella vicenda della sospensione del punto nascita di San Vito ci sono tante domande della gente che anche in questa occasione sono rimaste senza valida risposta ”.

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