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Maggioranza divisa sulla Sacile-Gemona, Capozzella (M5S): «La ferrovia va potenziata»

Le parole del coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle in risposta alle recenti dichiarazioni della consigliera regionale Buna e dell'assessore Amirante

Sulla linea ferroviaria Sacile-Gemona si accende lo scontro politico. Non si parla solo delle diatribe tra maggioranza e opposizione, ma anche delle differenze di vedute all'interno del centro-destra. La Lega vuole vederci chiaro sul progetto del sottopasso nei pressi del passaggio a livello della statale Pontebbana, ma allo stesso tempo riflette sui costi e benfici legati al servizio di trasporto ferroviario che dalla città del Livenza porta fino a Maniago. Per la consigliera regionale Lucia Buna è necessaria una valutazione approfondita sul sottopassaggio che, stando all'ultimo confronto tra il Comune e Rfi, costerebbe circa 8 milioni di euro. 

L'investimento, secondo l'esponente del Carroccio, non sarebbe sostenibile nel lungo periodo vista la scarsa affluenza di passeggeri che ogni giorno salgono sul treno. Il passaggio verso una linea su gomma portrebbe essere dunque un'alternativa dato che in termini di emissioni anche i mezzi su rotaia che corrono lungo la Pedemontana hanno un impatto ambientale negativo sul territorio. 

Di diverso avviso è l'assessore regionale di Fdi Cristina Amirante che annuncia non solo che si prenderà in considerazione il sottopassaggio ma annuncia che per rendere il tratto più sostenibile verranno adottati presto dei treni ecologici a idrogeno che sostituiranno i Minuetto che sono per l'appunto dei convogli che vanno a diesel.

«Fino a quando può durare un simile matrimonio? - commenta il  coordinatore provinciale del Movimento 5Stelle Mauro Cappozzella  -  Sullo sfondo c'è un territorio che si vede penalizzato per opere indispensabili che portano benificio alla economia (cantiere del sottopasso), meno inquinamento (treni elettrici o a idrogeno), maggiore mobilità (passeggeri e merci su una direttiva che deve rilanciare la pedemontana) e dare dignità di servizi  a una Sacile sempre più lontana dalla immagine di città attrattiva sotto ogni punto di vista. Le baruffe interne alle compagini governative del territorio della Destra Tagliamento sono sul solco di quella penalizzazione storica all'interno della regione che vedono da sempre l'ex provincia di Pordenone fanalino di coda in investimenti e sviluppo, basti pensare alla sanità ormai ridotta al lumicino di coda».

Secondo l'esponente pentastellato «La ferrovia Sacile-Gemona va potenziata, resa ecologica, sicura, dotata di infrastrutture assolutamente non più rinviabili e indicata come punta di sviluppo per la mobilità dell'intero territorio che unisce la pianura alla pedemontana in una ottica di prospettiva futura. Lega e FdI si decidano da che parte stare tacciando definitivamente chi ragiona ancora in termini di miseri consensi elettorali che denotano scarsezza di visioni politico-amministrative strategiche per la il territorio saciolese e pordenonese in generale».

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