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Scontro acceso sulla gestione dei migranti al parco Galvani: "Destra incapace, chieda scusa"

Il Pd replica alle parole del vicesindaco Parigi dopo la conferenza stampa avvenuta ieri con i responsabili della rete solidale di Pordenone

Dopo l'incontro avvenuto ieri al parco Galvani con i trenta richiedenti asilo e gli addetti di Rete solidale Pordenone, il segretario del Pd provinciale di Pordenone Fausto Tomasello prende posizione sul “caso” del Parco Galvani dove sono in aumento i migranti che dormono là, in attesa che si compia l’iter burocratico previsto, e risponde al sindaco facente funzioni Alberto Parigi che rilancia al Pd la questione della “gestione” dei richiedenti asilo da parte dell'associazione guidata da Luigina Perosa sul Gazzettino.

“La destra che da anni governa Pordenone e la Regione ha dimostrato solo di essere incapace e dovrebbe chiedere scusa ai cittadini. Si sono presentati come la salvezza dall’invasione e i protettori del decoro, ma la verità è sotto gli occhi di tutti, basta andare a Parco Galvani. Non ci provi nemmeno il sindaco facente funzioni Parigi ad alzare polveroni attaccando il Pd, il centrosinistra e le associazioni: si assuma invece con Ciriani la responsabilità di avere guidato Pordenone e di averla portata a questo punto, creando aree di disumanità e focolai di insicurezza. Nel Governo Meloni c’è un ministro di Pordenone, per di più molto vicino all’ex sindaco, e invece di avere un’attenzione supplementare dal Viminale tocca raccogliere il grido di dolore dei sindacati della Polizia di Stato, gravemente sotto organico. E poi ci vengono pure a dire che i flussi sono diminuiti”. 

Senza un tetto, un lavoro, e in attesa del permesso di soggiorno: il racconto degli invisibili a Pordenone
 

“Per quanto riguarda il degrado di Parco Galvani – precisa Tomasello - poniamo domande nette a tutti i livelli istituzionali, tutti guidati dalla destra. Vogliamo sapere se a destra sono pronti ad accettare che in città ci sia un dormitorio a cielo aperto di disgraziati che non sanno dove andare, con i rischi che ciò comporta. Oppure se ritengono sia nell’interesse dei pordenonesi trovare sistemazioni decenti e controllate per i richiedenti asilo in transito. In ogni caso – chiarisce il segretario dem - non vogliamo arrivare a situazioni fuori controllo già viste in altri capoluoghi”.

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