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Sabato, 22 Giugno 2024

Tajani: "Siamo contro l'attacco a Rafah. Il cessate il fuoco di Putin? Zelensky non si fida"

Le parole del ministro degli Esteri in visita a Pordenone

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani è intervenuto ieri, 24 maggio, a Pordenone in occasione della campagna elettorale per le europee di Sandra Savino, sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanza. Il segretario nazionale di Forza Italia è arrivato al bar Posta con circa un'ora di ritardo per via del summit tra Italia e Serbia che si è tenuto al centro congressi di Porto vecchio a Trieste. L'Europa è chiamata infatti a grandi sfide, non solo economiche. La crisi geopolitica tra Russia e Ucraina è ormai una presenza fissa nell'agenda politica del Governo. E lo stesso si può dire del conflitto tra Israele e Hamas che ha raggiunto il suo culmine con l'attacco nella zona di Rafah, lungo la striscia di Gaza.  

Gli attacchi a Rafah nella striscia di Gaza

Su quest'ultimo punto la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto la richiesta avanzata dal Sudafrica ordinando l'interruzione degli attacchi nella zona di Gaza. "In conformità con la convenzione del genocidio, - afferma presidente Nawaf Salam leggendo la sentenza dei giudici  dell'Onu, - Israele deve immediatamente fermare la sua offensiva militare e ogni altra azione a Rafah che potrebbe infliggere al gruppo palestinese a Gaza condizioni di vita tali da condurlo alla sua distruzione fisica, totale o parziale". Allo stesso tempo, però, i giudici hanno chiesto l'immediato rilascio degli ostaggi da parte di Hamas e la riapertura del valico di Rafah. La posizione del Governo italiano in questo caso è stata netta: "Lo abbiamo chiesto molto prima della corte dell'Aja. Come G7 abbiamo chiesto l'interruzione del conflitto per garantire la liberazione degli ostaggi e garantire l'arrivo nel territorio di Gaza di beni alimentari e non solo per la popolazione palestinese".

"Il cessate il fuoco di Putin? Non siamo in guerra con la Russia. La decisione spetta all'Ucraina"

Un'altra questione rimasta al centro del dibattito politico è l'esclusiva di Reuters che ha parlato della possibilità da parte di Vladimir Putin di fermare la guerra in Ucraina e a negoziare un cessate il fuoco sulle attuali linee del campo di battaglia.  Tre di queste fonti hanno dichiarato che il leader russo ha espresso "frustrazione" a un gruppo di consiglieri per i tentativi dell'Occidente di "ostacolare i negoziati e per la decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di escludere qualsiasi colloquio".

"Zelensky non si fida", ha dichiarato Tajani che ci tiene ad aggiungere che "noi non siamo in guerra con la Russia. Stiamo aiutando l'Ucraina a difendersi che è una cosa diversa". Per questo, secondo quanto dichiarato dal vicepremier, la decisione spetta solo all'Ucraina. "Putin sta facendo una guerra ibrida lanciando messaggi. Ma l'Occidente non si lascia intimorire e non credo che si possano cambiare i confini a piacimento da parte della Federazione Russa. Dobbiamo proseguire con gli aiuti all'Ucraina per raggiungere la pace".

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