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Martedì, 25 Giugno 2024
L'INTERVISTA

Esce il film sul Maciste di Pordenone, Alex Camera: «Con le mie imprese voglio far conoscere il Friuli»

L'intervista a Pordenone Today

È diventato "L'Uomo dei record" o "il Maciste di Pordenone".  Alex Camera, 35 anni, ha realizzato imprese incredibili, perfette per finire in un film.

Usando le sole forze del suo corpo ha trattenuto due moto da cross da 450cc per dieci secondi, ha trascinato un vagone di 14 tonnellate per 50 metri in 1 minuto e 11 secondi, entrando nel Guinness dei primati e un po' di tempo prima, aveva fatto qualcosa di simile con quattro aeroplani.

Sabato 18 maggio, su Prime Video, esce "Senza Limiti", il docufilm con la regia di Christian Canderan, che racconta le sue gesta sensazionali.

Alex Camera, a Pordenone Today, ha raccontato il progetto, dicendo qual è l’obiettivo con cui è nato, quali sono le sue speranze e la sua emozione.

D) Alex Camera domani esce "Senza limiti", quali delle tue imprese racconta.

R) Cercherò di tenere un po' di suspense. All'interno del documentario ci sono tutti i miei record, si parla del nostro territorio e delle bellezze del Friuli. Ci sono anche degli atleti, dei ragazzi friulani che intervengono.  Vedrete la federazione cronometristi, saranno presenti nel documentario e ci saranno anche delle aziende del territorio.

D) Quando sei stato contattato è stato girato il documentario? Quando e come è nato il progetto che ha fatto diventare le tue imprese un film.

R)  Quando ho iniziato a fare questi record avevo l'obiettivo di far conoscere a tutta Italia quello che facevo. C'era l'intenzione di creare qualcosa, non sapevo ancora bene cosa ma c'era quell'idea sin dal 2019 quando ho iniziato a fare i primi record. Più concretamente nel 2020 ho conosciuto Massimiliano Cusin, il videomaker che mi segue in tutte queste imprese e ha catalogato e archiviato tutto il materiale pensando che sarebbe potuto servirci in futuro.  Quando è arrivata, inaspettata la chiamata, noi avevamo già il materiale da parte, era materiale che avevamo accumulato.

D) Quando è stato girato e dove

R) La chiamata inaspettata è arrivata lo scorso anno, sentendo il regista Christian Canderan, che aveva questa conoscenza con Amazon e mi propose di fare questo documentario. Io accettai ed è stato utilizzato un po’ del materiale che avevamo e un po' siamo ritornati nei luoghi dove avevo fatto i record.

Gli spettatori possono vedere Meduno, Azzano Decimo, Cimolai, Claut, la Val Tramontina, Sauris, Tricesimo.

D) Come ti alleni per queste imprese e per avere quello che è stato definito un fisico da Maciste? Hai un altro lavoro o questa è un'attività a tempo pieno?

R) Ho 35 anni e faccio il preparatore atletico. Ho iniziato nel 2019 a collezionare questi record. Ho iniziato a 15-16 anni a coltivare la passione per l'attività fisica. Ho praticato molti sport, pugilato, arti marziali, pesistica, ho provato un po' di tutto, ma non trovavo la mia strada. Poi ho cominciato a gareggiare nelle Spartan Race, gare di percorsi a ostacolo e lì è nata la passione per il training, per la fatica dello sport.

Poi ho iniziato con il primo record certificato, quello sulla vetta del Monte Rosa, nel 2020, abbiamo fatto il maggior numero di "burpees", esercizi a corpo libero che si usano nei marines, nel cross-fit, nelle spartan race e sono degli esercizi ginnici che comprendono tutti i muscoli del corpo. L'idea era quella di fare un esercizio così complesso in un posto molto alto dove c'era difficoltà di ossigenazione, dove c'è un clima molto rigido. Io avevo fatto 100 burpees solo che la telecamera si spense al 64esimo e mi hanno convalidato quel numero.

D) Quali sono le tue emozioni in vista di questa uscita e cosa ti aspetti.

R) In vista dell'uscita su Prime Video di “Senza Limiti” ho  emozioni contrastanti. C’è da un lato il poter dire che tutte le mie fatiche, tutto quello che ho fatto, potrà essere conosciuto a livello nazionale e l'orgoglio di aver messo all'interno del documentario persone che hanno creduto in me. Volevo creare un qualcosa unificando queste persone e far conoscere il mio bel Friuli.

La parte contrastante è dire piacerà o non piacerà, la mia speranza è che piaccia agli spettatori.  Io faccio il preparatore atletico, tanti mi chiedono perché fai questo tipo di imprese. Nel docufilm provo a spiegarlo e lo faccio in particolare in un'intervista.

Ho cercato di raccontare tutto, il più possibile, parlerò delle mie paure e si spera così di coinvolgere il pubblico, perché non ci si deve mai fermare a un pensiero, ma provare a spingersi oltre.

Ho dovuto fare i conti con un budget non altissimo, facendo fatica e facendo i conti con il lato economico, e ci siamo arrangiati in tutto. Abbiamo voluto fare tutto in autonomia, non abbiamo chiesto nulla a livello statale, ma c'è la soddisfazione di arrivare con i propri mezzi e di farsi conoscere nel migliore dei modi.

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