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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Andrea Maggi ai genitori violenti: «Picchiateci tutti, lavoriamo perché i vostri figli non diventino come voi»

Il duro intervento sui social dopo aver letto del dirigente scolastico aggredito a Taranto

L'ultimo episodio di cronaca ha giustamente scatenato l'indignazione e un duro intervento anche da parte del professor Andrea Maggi. Il pordenonese sui social è intervenuto commentando l'aggressione subita da Marco Cesario, preside dell'istituto Europa-Dante Alighieri di Taranto.

Immobilizzato a un polso, scaraventato a terra, aggredito con calci e pugni dal padre di una bambina.

Il preside preso a calci e pugni da un papà a scuola: "I genitori si sentono padroni" 
 
«Ho letto di quel dirigente scolastico di Taranto picchiato da due genitori. A voi genitori violenti dico una cosa: se pensate che ce lo meritiamo, venite pure e picchiateci tutti. Ma proprio tutti. Insegnanti, dirigenti, collaboratori scolastici. Tutti. Perché noi tutti siamo lì per i vostri figli. Lavoriamo perché non diventino come voi. Perciò, se avete paura che noi li renderemo migliori di voi, e questo vi dà fastidio, ebbene allora siamo tutti colpevoli. Perciò venite a darcele», scrive provocatoriamente Maggi.

«A noi, che ogni giorno cerchiamo di insegnare l’educazione ai vostri figli perché voi non gliela insegnate. A noi, che cerchiamo di strapparli dalla dipendenza dei social a cui voi li avete assuefatti come tanti tossici. A noi, che cerchiamo di farli crescere rispettosi dell’ambiente e del prossimo, solidali, empatici e generosi, quando voi li avete cresciuti arroganti, egoisti, individualisti, neghittosi, razzisti e veniali. A noi, che siamo sempre pronti a ricevervi, quando invece l’idraulico vi chiede 50 euro solo per la chiamata (e viene quando gli pare). A noi, che ci sentiamo frustrati, perché per voi quello dell’insegnante non è nemmeno un lavoro e lo dite anche ai vostri figli. A noi, che comunque, anche se ci pesterete a sangue non reagiremo, perché siamo messaggeri di pace e nonviolenza. A noi, che non guardiamo il colore della pelle dei nostri alunni né il conto in banca dei loro genitori, perché per noi uno vale uno; mentre voi inculcate ai vostri figli che uno ricco vale cento e uno povero vale zero. A noi che siamo imparziali, mentre voi pretendete che siamo severi con tutti, ma che nessuno tocchi i vostri figli! A noi, che non abbiamo nemmeno il tempo di andare a fare le visite specialistiche che dovremmo fare, mentre voi prima di esservi fatti un selfie in bagno non uscite di casa per fare l’aperitivo A noi, che abbiamo studiato per decenni, e che continuiamo a farlo, mentre voi ci date contro perché siete i tuttologi dell’internet. Venite pure a pestarci. Noi porgeremo l’altra guancia e andremo avanti per la nostra strada. Perché è quella giusta», scrive con l'orgoglio di un insegnante che fa il suo lavoro, trovando nei commenti tanti messaggi di condivisione, ringraziamento e sostegno anche da tanti colleghi e cittadini.

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