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Martedì, 21 Maggio 2024
IL DIBATTITO

Enrico Galiano, il post virale su Facebook sui bambini con gli occhi persi dentro lo smartphone: «Da genitore, una gran tristezza»

Tantissime reazioni e commenti sui social

A volte sembra proprio non esserci una soluzione migliore o almeno più immediata. Vivendo sempre con lo smartphone a portata di mano molti genitori, quando hanno finalmente un attimo per concedersi un po' di relax, magari dopo una lunga settimana lavorativa, lo usano anche per 'tenere buoni' i propri figli, assicurandogli e assicurandosi, grazie al dispositivo tecnologico, un po' di tranquillità e svago.

Enrico Galiano, in un post virale su Facebook che ha avuto centinaia di condivisioni e un migliaio di commenti, riflette: «Però, posso dirlo? Mi fa una gran tristezza, passando per i tavoli di un ristorante, vedere tutti quei bambini di 2-3-4-5 anni con gli occhi persi dentro un cellulare appoggiato a una bottiglia. Sono genitore anch’io per cui lo so, lo so, lo so e lo so.  Però mi fa tristezza lo stesso».

Dicendo lo so sottolinea, come esplicita in un commento lui stesso, la sua consapevolezza di «quanto possono essere esasperanti i figli a tavola, ma che non posso far finta di non sapere i rischi a cui sono esposti, primo fra tutti la facilità con cui diventa una dipendenza».

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Tra i commenti c'è chi è completamente d'accordo e scrive: «Anche a me tantissima. Tristezza e pena. Si può fare. Si possono crescere i figli senza attaccarli a un dispositivo, qualunque esso sia. Costa fatica ma ne vale la pena. Si possono portare i figli al supermercato o al ristorante coinvolgendoli e non estraniandoli. Al limite un foglio e qualche pennarello fanno miracoli», «C’è poco da essere tristi. Io sono nettamente contraria. Ho cresciuto la mia primogenita senza tablet fino a 10 anni. Però era sempre sola. C erano un sacco di bambini alle feste con i loro tablet etc. Ma la cosa peggiore è un’ altra: il bambino non è più libero di giocare o fare casino da nessuna parte. Ne’ di correre o anche solo ridere. Nei ristoranti non li vogliono, addirittura nelle città nei cortili non li vogliono, nelle stesse scuole devono stare fermi e non giocare a pallone perché si fanno male. Insomma è colpa del sistema», «Proprio ieri sera ho detto questa cosa a mio marito in pizzeria, in un tavolo davanti a noi un bambino che non ha staccato un attimo gli occhi dal telefono nemmeno mentre mangiava. Anche a me fa tanta tristezza», «A me è capitato di incontrare una mamma e una nonna che accompagnavano il bambino all'asilo. Parlavano tra l'oro mentre il piccolo camminava guardando il cellulare. Non si sono neanche accorte che lui andava dritto con la faccia contro un palo. Ma perché non li considerano, questi poveri bambini».

C'è anche chi dice la sua sul tema in questo modo: «Enrico (Galiano, ndr) lavoro nella ristorazione, ti posso garantire che vedo più genitori con il telefono a tavola che figli. So che da adulti è facile guardare bambini e fare paragoni con la propria infanzia, ma la realtà è ben diversa. È una dipendenza che hanno tutti, dai più piccoli ai più grandi. (Ieri ho visto addirittura una coppia di anziani sposati, entrambi con il proprio telefono davanti gli occhi per tutta la durata del pasto). Certo bisognerebbe dare un'educazione diversa ai propri figli, ma se il papà o la mamma chattano a tavola, la vedo dura. Sicuramente sto generalizzando e generalizzare è sempre sbagliato, ma volevo solo far vedere la situazione da un altro punto di vista».

Genitori, figli, smartphone, educazione, salute. Il dibattito è aperto.

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