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LA POLEMICA

Sanremo 2024, interviene Prof. Andrea Maggi: «Perché le polemiche sull'uso del dialetto sono ridicole»

«Tutti i dialetti italiani hanno una storica e secolare dignità letteraria», sottolinea il docente

L'esibizione dei Tazenda con Pierangelo Bertoli nel 1991, la più applaudita di quell'edizione, con una parte della canzone in dialetto sardo e quella dei Pitura Freska che portarono il veneziano sul palco del Festival nel 1997.

Il professor Andrea Maggi ricorda quelle due esibizioni interamente o con parti della canzoni in dialetto, in precedenti edizioni della kermesse sanremese, per esprimere il suo fastidio e per dire chiaramente che, a suo avviso, «le polemiche sull’uso del dialetto a Sanremo sono semplicemente ridicole».
 
«Ho seguito da una certa distanza la polemica sanremese legata alla canzone di Geolier e soprattutto mi ha dato fastidio il fatto che sia stata criticata quella canzone perché cantata in dialetto. Tutti i dialetti italiani hanno una storica e secolare dignità letteraria. Non capisco perché i dialetti, compreso il dialetto napoletano, non possano avere una dignità all'interno del Festival della canzone italiana. L'Italiano è una lingua artificialissima che deriva dal volgare, di fatto da un dialetto, dal volgare illustre parlato a Firenze», spiega il Prof. Andrea Maggi.

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