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Sabato, 4 Febbraio 2023
IN TV / Erto e Casso

Mauro Corona a Cartabianca: «Dov’è questo grande freddo, Jack London ci prenderebbe a calci»

La sua opinione sui temi d’attualità: dalle temperature in ribasso allo sciopero dei benzinai

Nuovo appuntamento con Cartabianca e nuova apertura di serata affidata a Mauro Corona. L’alpinista e scrittore di Erto, ospite fisso nel programma televisivo condotto il martedì sera da Bianca Berlinguer, ha commentato come sempre i temi d’attualità.

Alla domanda se sia arrivato anche a Erto il grande freddo, come nel resto dell’Italia, dice: “Vorrei sapere chi sono gli estensori di questi titoli. Per grande freddo io intendo come nell’85, che arrivammo a -25 gradi, questo è un inverno normale, in cui grazie a questo freddo si formano le cascate. Dov’è questo grande freddo, se fosse qua Jack London ci prenderebbe a calci”.

“Ormai lo sappiamo tutti, in certe zone dove prima nevicava forte, ora non c’è più. Infatti hanno smantellato quei 2-3 impianti di risalita che avevamo qui a Cimolai, Claut, li hanno smantelllati perché non c’è più neve. Ma io ricordo metri di neve. Neanche tanti anni fa, una trentina.

Corona ha poi detto la sua anche sugli altri temi d’attualità: Dallo sciopero dei benzinai:  "Lo sciopero dei benzinai partito poche ore fa? Non ho ben capito per cosa è stato indetto. Io ho una Panda di 33 anni fa e la uso una volta al mese! Qualsiasi sciopero danneggerà sempre i cittadini”, alle intercettazioni: “Stimo molto Carlo Nordio ma temo che abbia fatto un passo falso: il problema non è limitare le intercettazioni ma nell’uso che se ne fa, serve una deontologia nell’utilizzo di questi strumenti. Se un’intercettazione non ha una rilevanza penale non va diffusa".

Sulle etichette con le avvertenze sulle bottiglie di vino ha detto: “Beh, anche lavorare troppo o mangiare troppo fa male alla salute! Pablo Neruda diceva: 'Amo sulla tavola, quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino'", regalando una bella citazione.

Lo scrittore Mauro Corona commenta anche il successo del libro del principe Harry. “C’è un po’ di pruderie, poi ha avuto una promozione planetaria incredibile ma io non lo leggerò. Se penso che un grande libro come il Gattopardo era rimasto trent’anni nel cassetto!"

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