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Domenica, 19 Maggio 2024
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Prof Andrea Maggi sul 25 aprile:«Festa divisiva? Come dire che reato di omicidio è discriminatorio»

Il docente racconta la sua lezione di eduzione civica sulla Festa della Liberazione dal nazi-fascismo e esprime la sua solidarietà ad Antonio Scurati

Anche il professor Andrea Maggi interviene nel dibattito sul 25 aprile, la giornata festiva con cui ogni anno in Italia viene celebrata  la Festa della Liberazione dal nazifascismo, la fine dell'occupazione nazista e la caduta del fascismo.

Quest'anno le polemiche, che non mancano ad ogni ricorrenza, sono divampate dopo la censura da parte della Rai del monologo di Antonio Scurati,  autore del romanzo M.Il figlio del secolo, pluripremiato scrittore e giornalista.

Maggi, sui suoi profili social, a proposito scrive: «Oggi in classe ho fatto una lezione di educazione civica sul 25 aprile prendendo spunto dal monologo di Antonio Scurati, a cui va tutta la mia solidarietà. Con gli studenti abbiamo analizzato tutti i crimini compiuti dal fascismo prima e dopo l’alleanza con Adolf Hitler: Matteotti, Gramsci, i fratelli Rosselli, Gobetti, e poi le Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto; e poi Fossoli e la Risiera di San Sabba. Il tutto per capire che non c’è mai stato un fascismo buono, e che il fascismo è incompatibile con la democrazia e con la libertà».

Nel video allegato al suo post dice chiaramente che «Il 25 aprile festeggiamo la Festa di Liberazione dall'occupazione nazista e dal regime fascista. Dire che il 25 aprile è una Festa divisiva è come dire che il reato di omicidio è discriminatorio, certo se pensi che lo sia puoi anche sentirti discriminato, ma solo se sei un assassino. Per chi ama la democrazia, la libertà, oltre ai magnifici libri di Antonio Scurati, a cui va tutta la mia solidarietà, consiglio un bel libro, "La macchina del vento" di Wu Ming 1, la storia di alcuni nemici del fascismo, confinati a Ventotene che durante la loro detenzione progettano l'Europa che sarà dopo la caduta di Hitler e di Mussolini. Il vento che soffia a Ventotene è il vento del futuro e del progresso e se c'è una cosa che non si può dominare ne  imprigionare  è proprio il vento, simbolo di quella Libertà che anima alcuni personaggi del Dopoguerra, tra tutti un superbo, un supremo Sandro Pertini, ritratto qui. Voi lo leggerete? Fatemi sapere».


 

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