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Prof Maggi "incazzato" dopo lo studente che ha accoltellato una collega: «Nessuno tocchi più gli insegnanti»

«Vile quanto colpire medici o infermieri», scrive il professore pordenonese

Gli episodi di cronaca di cui sono vittime gli insegnanti fanno nuovamente arrabbiare duramente il professor Maggi. Oggi, lunedì 5 febbraio, il professore pordenonese, sui suoi canali social, ha espresso tutta la sua rabbia per l'aggressione avvenuta a Varese. 

Un 17enne, arrestato dalla Polizia, questa mattina ha ferito con una coltellata un'insegnante di 57 anni all'ingresso della scuola. La donna sarebbe stata colpita tre volte e i testimoni parlano di un diverbio avvenuto all'improvviso. Dalla scuola, l'istituto professionale Enaip di via Uberti a Varese, hanno reso noto che il 17enne è un 'soggetto a diagnosi funzionale' che è stato sempre seguito con competenza e professionalità.

«Ciao, sono Andrea e sono un insegnante un po’incazzato. Perché? Ho letto di quello studente diciassettenne di Varese che ha accoltellato una mia collega. In questa società violenta e ignorante, forse non c’è più posto per chi lavora nel settore dell’istruzione, della cultura e dell’educazione. Perché se uno spazio ancora ci fosse, i sindacati a questo punto si mobiliterebbero per indire uno sciopero generale, quantomeno per manifestare solidarietà a tutte le colleghe e i colleghi che hanno subito violenze o minacce. Nessuno tocchi più gli insegnanti. Perché gli insegnanti sono portatori di pace e di civiltà. Colpire gli insegnanti è vile quanto colpire medici o infermieri», scrive il professor Andrea Maggi sui suoi canali social.

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, intanto, ha ribadito l'impegno personale e del governo.  «I docenti e tutto il personale scolastico non saranno lasciati soli, tuteleremo la loro dignità professionale e la loro incolumità. Lo Stato, oltre a garantire la tutela legale, dovrà costituirsi parte civile per il danno di immagine arrecato con questa aggressione, perché chi aggredisce un suo docente ha aggredito lo Stato stesso e ne deve rispondere. Nel caso di minori, dovranno essere i genitori a farsene carico, e deve essere approvato presto il ddl sul voto in condotta».


 

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