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Prof. Andrea Maggi al Tg3 sul ripristino del voto in condotta: «Non possiamo diventare sceriffi»

«Lavoriamo per l'istruzione e l'inclusione», ha dichiarato

Il Tg3 sceglie il professor Andrea Maggi per commentare l'introduzione del voto di comportamento, ovvero il ritorno della scuola del vecchio voto in condotta. Nel servizio che è andato in onda mercoledì 17 aprile alle ore 19 viene spiegato come questo tornerà in vigore anche alle medie e che «con il suo carico di paura peserà molto di più».

Per il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara la norma, che ha avuto il via libera del Senato e attende quello della Camera, «è un passo in avanti che responsabilizza i ragazzi e restituisce valore ai docenti».

Già dal prossimo anno scolastico, dopo l'approvazione definitiva della Camera, i bambini della scuola primaria troveranno un giudizio descrittivo del comportamento e uno sintentico sul merito da sufficiente a ottimo, alle medie e alle superiori si verrà bocciati con il 5 in condotta, con il 6 i ragazzi di terza media avranno un debito di educazione civica da recuperare a settembre, alle superiori e bisogna prendere almeno nove se si vuole un voto alto all'esame di Maturità.

Novità anche per quanto riguarda le sospensioni. Quelle brevi, fino a 2 giorni, vedranno gli studenti obbligati a una riflessione scritta a scuola, oltre 2 giorni prevederanno lavori socialmente utili. Sono previste multe fino a 10.000 euro in caso di aggressione a professori o a chiunque lavori in una scuola.

 «Il voto registra una situazione, il percorso dell'alunno. Mai il voto da parte mia è stato usato come uno strumento di premio o di punizione», ha detto il professor Andrea Maggi, intervistato dal Tg3. «Noi insegnanti non possiamo diventare sceriffi. Noi siamo educatori, lavoriamo per l'istruzione, per la convivenza, per l'inclusione, diversamente è lavoro d'altri», ha concluso.

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