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Martedì, 23 Aprile 2024
il messaggio

Fallimento Pordenone, Lovisa: «Basta offese» e punta il dito contro i calciatori

In un comunicato il presidente della società neroverde spiega il perché della rinuncia alla proposta di concordato preventivo

Dopo la notizia della rinuncia alla proposta di concordato preventivo da parte del presidente del Pordenone Calcio, Mauro Lovisa, è lo stesso imprenditore di Rauscedo a spiegare in un comunicato le motivazioni che porteranno al fallimento della società neroverde. 

I ringraziamenti

«In questi difficili mesi - scrive Lovisa - venuta meno la possibilità di mantenere la presenza del Pordenone Calcio in serie D o almeno nel campionato di eccellenza, dopo che malamente si era persa sul campo la possibilità di tornare in serie B, si sono alternati nel  mio animo momenti di amarezza e da ultimo di  sconforto. Per anni ho dedicato al Pordenone Calcio non solo la mia passione e il mio tempo ma gran parte delle disponibilità finanziarie delle quali disponevo mettendo a repentaglio anche il mio patrimonio. Per tante stagioni il Pordenone è riuscito a essere  presente con onore sulla scena sportiva nazionale,  come mai era accaduto in passato, tenendo alto,  non solo tra gli sportivi, il nome della Città e del nostro territorio. Voglio ricordare che questo percorso è stato particolarmente difficile perché Pordenone non dispone di un campo sportivo adeguato alla serie B e alla serie C e perché, a eccezione del presidente onorario dott. Zuzzi e di un numero ristretto di sponsor ai quali va tutta la mia  riconoscenza, nessun altro ha mai manifestato interesse a impegnare risorse di una certa entità per sostenere il Pordenone Calcio. Molti  - prosegue - sono stati i cittadini che, aderendo al crowfunding, hanno voluto offrire un contributo e far parte della base sociale. Anche al loro apporto, per quanto limitato nel complessivo ammontare, vanno il mio rispetto e la mia riconoscenza». 

Il messaggio ai calciatori

«Ho certamente commesso degli errori, sospinto sempre dal desiderio di raggiungere e mantenere traguardi ambiziosi per il Pordenone Calcio. Se l'iniziativa, peraltro legittima, della Procura della Repubblica non si fosse incrociata con le scadenze per l'iscrizione ai campionati e se i calciatori tesserati - aggiunge - avessero manifestato per tempo l'adesione alla proposta che avevo formulato per la definizione della loro posizione, forse l'epilogo sarebbe stato diverso. Mettendo davanti ad altri interessi quelli del soddisfacimento dei creditori e del mantenimento del titolo sportivo, ho iscritto la società ai campionati giovanili e ho insistito con gli avvocati Roberto Casucci, Bruno e Antonio Malattia per valutare la praticabilità di una procedura di concordato preventivo in continuità».

«Non posso sopportare dileggio e offese» 

«A fronte di questi miei impegni, della mia volontà di trovare una composizione il più possibile soddisfacente per tutti, si è scatenata una campagna di ostracismo e di disprezzo nei miei confronti espressa anche con inviti, affissi in varie parti della città, a sbarazzarsi di Lovisa. Non ho mai preteso riconoscenza ma non posso, tanto più ora, sopportare dileggio e offese. Mi sono pertanto determinato - conclude - a chiedere ai legali, scusandomi con loro, di rinunciare alla domanda di concordato». 

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