rotate-mobile
Mercoledì, 21 Febbraio 2024
il caso

Fallimento Pordenone, le prime reazioni tra "sassolini" e ringraziamenti a Lovisa

Ex dipendenti, politici e tifosi hanno iniziato a dire la loro sulla società neroverde, destinata al fallimento

L'epilogo della vicenda giudiziaria del Pordenone Calcio ha generato molte - e diverse - reazioni in città. La liquidazione giudiziale che sta per essere dichiarata dal Tribunale porta coinvolge molte realtà, dagli amministratori pubblici ai tifosi, per arrivare agli ex dipendenti. 
E proprio per questi ultimi rischia di presentarsi uno scenario nero.

Gli ex dipendenti

Ad accendere la luce è l'ex responsabile della comunicazione, oggi al Cosenza in Serie B, Marco Michelin. «Piove, diluvia stasera - scrive sui social - nelle ore in cui naufraga definitivamente una srl che già non rappresentava più il calcio “a” e “di” Pordenone. Il Pordenone Calcio non muore oggi, soffre molto e fa soffrire - certo - ma ripartirà. Con umiltà e vera fede neroverde, sempre dimostrate dai tifosi e dai dipendenti (i DIMENTICATI di questi mesi)». 

Si toglie qualche sassolino dalla scarpa in più, definendolo "macigno", Sebastiano Orgnacco, social media manager e grafico per tre anni, ai tempi della partita a San Siro con l'Inter. Anche lui affida al suo profilo Facebook le riflessioni. «Che al Pordenone le cose non andassero bene - scrive - lo avevo (e avevamo) capito già ai tempi di San Siro, della promozione, della prima Serie B a mille all'ora. In quegli anni meravigliosi, lo sporco veniva nascosto più facilmente sotto il tappeto dell'entusiasmo. Tutto gestito abbastanza a caso, per due anni su tre senza nemmeno un contratto, e con uno stipendio che era quello che era e - quando andava bene - arrivava ogni 3-4 mesi».
«Non sono cose completamente sconosciute ai più (sponsor, stampa), però - prosegue - sono state sempre taciute, proprio perché lato sportivo e comunicativo la squadra stava compiendo gesta insperate, forse addirittura al di sopra delle proprie possibilità, e il "sacrificio" era in qualche modo giustificato dai risultati. I dipendenti, quelli che sono rimasti fino all'ultimo, mi sembra siano le figure meno tutelate in questa situazione, soprattutto da chi in questi mesi ha comunicato (con una morbosa assenza di dettagli) quello che stava succedendo alla società.
«Una società con all'interno dei professionisti esemplari che hanno sempre anteposto (a volte anche troppo) il bene del club davanti a tutto, e che si sono dovuti scontrare, negli anni, contro una gestione ai limiti del dilettantismo, che con il senno di poi - conclude -viene proprio da chiedersi come abbia fatto a portare risultati simili». 

La politica 

Il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, esprime gratitudine a Mauro Lovisa e sottoline che il Comune se ce ne sarà la necessità farà da collante per la ripartenza, anche acquisendo il marchio e facendo da facilitatore per l'acquisizione di una nuova società.
«ll rammarico è grande - commenta il deputato Emanuele Loperfido - e lo ancor di più per un epilogo che arriva a novembre, quando sarebbe potuto giungere quest’estate, lasciando lo spazio - anche fisiologico - per un avvicendamento alla gestione del calcio a Pordenone, nel nome della storia centenaria della società neroverde. Giungono dei momenti in cui - prosegue - non trattandosi di una attività imprenditoriale unicamente personale ma legata alla storia calcistica del territorio, ereditata e da lasciare in eredità, si può valutare anche il passaggio di mano, per rispetto della storia che si è contribuito a scrivere».

Gli ultras 

Mauro Lovisa, nel suo ultimo comunicato aveva sottolineato di non aver mai chiesto gratitudine ma di non poter accettare dileggio e insulti. Gli hanno risposto gli ultras, Supporters e Bandoleros, scrivendo: «La beffa più grande, dopo il danno irreparabile, è stata leggere che la colpa di tutto ciò sia stata la nostra protesta, come se i maggiori responsabili fossimo noi con le nostre proteste. A questa accusa non possiamo che rispondere con un'amara ironia. Veramente Lovisa sei convinto che ciò che ha distrutto il tuo progetto di risalita sia da attribuirsi alle nostre proteste e non alla tua gestione che è stata in grado di seppellire il Pordenone sotto una montagna di debiti? Debiti che hanno azzerato la storia calcistica di una squadra e di una città, senza dimenticare la lunga serie di creditori e dipendenti rimasti grazie a te in braghe di tela. Mauro Lovisa a Pordenone hai dato tanto e hai tolto quasi tutto, ma una cosa non potrai mai togliere, la dignità di noi tifosi». 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fallimento Pordenone, le prime reazioni tra "sassolini" e ringraziamenti a Lovisa

PordenoneToday è in caricamento