Paolo Di Paolo racconta il clima usando il passato: «La paura può essere governata solo con la conoscenza»

Lo scrittore è a Pordenonelegge per presentare il suo ultimo Romanzo senza umani, edito da Feltrinelli

L'ultimo libro di Paolo di Paolo, Romanzo senza umani, affronta temi di stretta attualità cercando di mettere in relazione due frammenti di storia all'apparenza diversi. Da un lato troviamo il nostro presente, con tutti i problemi che già conosciamo; dall'altro il tardo Cinquecento alle prese con i tanti climi che diventano estremi. «Probabilmente tutti penseremo alle somiglianze rispetto ai giorni nostri. Ma non è così. All'epoca le temperature sono crollate vertiginosamente e il lago di Costanza, da dove parto con questo libro, congela più volte dai mesi autunnali fino alla primavera». 

Il racconto si focalizza sulla figura di Mauro Barbi. Un uomo è partito all’improvviso, chiudendo in valigia l’essenziale. E si è messo in testa di far coincidere i ricordi altrui con i propri, di modificare e riparare la memoria di amici e compagni di strada, imponendo la sua versione dei fatti. Conosce nel dettaglio eventi che hanno toccato in particolare il 1573. Si mette in viaggio in cerca di risposte. Vuole capire se esiste davvero una relazione tra il lago del presente con ciò che ha studiato.  «Uno dei temi del libro riguarda proprio il rapporto che riguarda il passato, il nostro modo di percepirlo, e il riverbero che il passato ha nel presente. In questo viaggio - conclude - ho riscontrato il terrore di una comunità assediata dalla paura. Una paura che può essere governata solo con la conoscenza». 

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