La replica

Cantieri blindati all'ex Fiera, il comitato non ci sta: «A pagare sono sempre i cittadini»

Il Tiglio verde risponde alle misure adottate dal prefetto di Pordenone: «Non siamo stupiti. Oggi decideremo come proseguire».

Dopo l'annuncio che il cantiere dell'ex fiera sarà interamente blindato, la risposta del Tiglio verde non è tardata ad arrivare. Il gruppo, che in questi mesi si è mobilitato in difesa dei 47 alberi del parco vicino al polisportivo Gino Rossi, non è in realtà sorpreso della decisione. «Leggiamo delle misure di sicurezza che il vertice tenutosi in Prefettura tra forze dell’ordine e amministrazione comunale, ha stabilito per proteggere il futuro cantiere che darà vita al mirabolante Polo Young e morte a un luogo bello, a forte identità storica, urbanistica e paesaggistica, a cui una grande fetta di città è affezionata».

Per il comitato si tratta di un «luogo con un sano ecosistema consolidato e sempre più necessario nel centro urbano». Ma sulla scelta del Comune e della prefettura il gruppo lascia trapelare un leggero sarcasmo anche se si percepisce di più l'amarezza. «Quando il Sindaco dice basta ora si parte e che noi abbiamo fatto perdere già troppo tempo, il Prefetto risponde immediatamente assicurandogli nessun ritardo e nessun intralcio, attraverso l’istituzione di un servizio di vigilanza (privato) dell’area dichiarata “obiettivo sensibile”, 24 ore su 24, attraverso la video sorveglianza notte e giorno del luogo e con l’intensificazione dell’azione della polizia locale, presumibilmente anche delle altre».

A preoccupare Il Tiglio verde sono, più che altro, le spese. «Sarà interessante sapere anche quanto ci costerà tutto ciò, visto che sia in sede giuridica che in quella della protesta sul campo, paghiamo sempre noi cittadini anche le loro iniziative: paghiamo il pro e pure il contro».

L'associazione si troverà oggi, 10 febbraio, per decidere come proseguire con le iniziative.«Il Prefetto dice che si può protestare, ne abbiamo il diritto - prosegue la nota; -  grazie, gentile, ma il diritto c’è da quando abbiamo deciso che non volevamo più un sovrano, che volevamo essere cittadini e non sudditi. La riunione dei "comunisti" come qualcuno ci definisce, si terrà in un oratorio e non alla Casa del Popolo».

Nonostante la «solerzia con cui si sono riuniti e hanno deciso» sui provvedimenti da adottare, le istituzioni, fanno sapere i membri del Tiglio verde,  non hanno mai trovato un attimo per rispondere ed entrare nel merito delle documentazioni presentate dall'associazione. «Al Prefetto, si ricorda, è stato inviato mesi fa un appello con 150 firme, ma non ha risposto. Anche la risposta che abbiamo avuto dal TAR, ci ha meravigliati per la superficialità e con cui ha appena sfiorato, solo in certi punti, il merito delle questioni che abbiamo posto, aderendo totalmente alle tesi dell’amministrazione comunale».

Il gruppo conclude citando poeta Federico Tavan. «Che dire? Solo che siete maggioranza ma non avete ragione. Naturalmente la maggioranza dei pochi che si sono presentati a votare. Sarà, una bella botta a molti di questi e sicuramente state rendendo un bel servizio anche a quei pochi cittadini che credono ancora nell’ascolto, nelle scelte compartecipate, nella democrazia dal basso, nella difesa dei loro beni comuni e del loro territorio».

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