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Le reazioni / Spilimbergo

Vestiti da nazisti per 'Comandante', gli autori del film: «Carnevalata grottesca»

Lo scrittore Sandro Veronesi ha collaborato insieme al regista Edoardo De Angelis nella stesura della sceneggiatura del racconto, presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia.

«Una carnevalata grottesca». Non usa giri di parole lo scrittore Sandro Veronesi che, insieme al regista Edoardo De Angelis, ha scelto di affidarsi alla penna di Concita Sannino di Repubblica per esprimere il suo dissenso nei confronti dei figuranti dell'associazione Tergeste Historica. Il gruppo si era presentato a Spilimbergo alla proiezione del film Comandante indossando divise naziste. Bruno Cinque, esponente di Fratelli d’Italia e dell’associazione Erasmo da Rotterdam, ha aveva postato le immagini sui social parlando di una «comparsa scenica con alcuni elementi delle associazioni d’arma e alcuni amici che fanno parte di un gruppo storico». 

Il caso è scoppiato in concomitanza con un altro episodio a Milano, durante la prima della Scala. Al grido di «Viva l'Italia antifascista», avvenuto poco dopo l'esecuzione dell'inno di Mameli, uno spettatore seduto nel loggione del teatro è stato identificato dalla Digos anche se la questura, si legge su MilanoToday, ha precisato che l'identificazione «è stata effettuata quale ordinaria modalità di controllo preventivo per garantire la sicurezza della rappresentazione».  

Allo stesso tempo la Digos, vista la polemica che si è generata dopo la pubblicazione delle foto, ha proceduto all'identificazione delle sette persone che hanno preso parte alla proiezione del film "Comandante" al cinema Miotto di Spilimbergo. Tra queste, c'era anche un minorenne.  

L'intervista

Gli autori di Comandante, che racconta le vicende di Salvatore Todaro (capitano del sommergibile Cappellini interpretato da Pierfrancesco Favino), non nascondono il «velo di incazzatura» rispetto a quanto è avvenuto al loro film usato come arma sia da destra che da sinistra. «Ora - afferma Sandro Veronesi - io non so quanti hanno la responsabilità: chi l’ha organizzato o perché. Spero che i familiari li tengano d’occhio un poco, non si sa che possano fare persone così. Ma per tutti gli altri spettatori, sani, civili, non sarà stato piacevole». 

«Il problema - prosegue il regista Edoardo De Angelis - non sono solo gli imbecilli abbigliati a quel modo: ma com’è possibile che un film così dichiaratamente antifascista sia strumentalizzato con tanta spregiudicatezza. Quest’opera è avversaria di ogni governo e ogni politica che infranga le leggi del mare, che lasci annegare esseri umani. Abbiamo solo usato la parabola storica per raccontarlo».

Augias: «Divise naziste? La cosa mi inquieta»

Lo stesso Corrado Augias, tra i protagonisti della scorsa edizione di Pordenonelegge, è entrato nel merito dell'episodio che si è verificato a Spilimbergo. «Ero bambino quando quelli venivano casa per casa a sequestrare le persone», ha dichiarato il giornalista e conduttore televisivo a Otto e Mezzo, programma di La7 condotto da Lilli Gruber.

A prendere posizione è stata anche la casa di produzione Indigo Film fondata dalla sacilese Francesca Cima.  «Esprimiamo il nostro rammarico nel vedere come un nostro film sia utilizzato per la ricerca di visibilità di un gruppo di persone che non andrebbe mai ospitato in un esercizio pubblico votato alla condivisione e al confronto come una sala cinematografica, mettendo a disagio gli altri spettatori. Indigo Film prende ufficialmente le distanze da questa iniziativa condannandola».
 

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