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Electrolux, un fronte comune tra prospettive e timori: in 10 anni persi 600 dipendenti

I lavoratori hanno incontrato Governo e Regione: si rema per cercare una soluzione alla crisi di Porcia

La crisi Electrolux morde, i lavoratori chiamano, la politica risponde. 
A Pordenone i rappresentanti sindacali e dei lavoratori hanno incontrato Governo (presente il ministro Ciriani), Regione (con il presidente Fedriga e due assessori) e Confindustria (Michelangelo Agrusti). Un fronte comune per cercare una soluzione all'ennesima crisi che, secondo chi la sta vivendo in prima persona, è ben più grave delle ultime. Perché questa volta le prospettive di rilancio sembrano essere remote: il mondo è cambiato velocemente, così come si è spostato il baricentro dell'industria degli elettrodomestici. 
Porcia, che un tempo lo era, oggi ha il fiato corto. Lo stabilimento, come ha sottolineato Roberto Zaami della Uil, dall'ultima crisi di 10 anni fa a oggi ha perso circa 600 dipendenti. Si arriva così ai 181 esuberi di oggi, in un piano globale di tagli che nel giro di due anni ha riguardato 7mila dipendenti.  

Sciopero Electrolux: le foto della manifestazione

La peggior crisi degli ultimi anni 

Delocalizzazioni, scelte strategiche sbagliate e l'allungamento della catena di approvvigionamento, insieme ad altri fattori hanno portato la multinazionale in una situazione complicata da gestite. Gli investimenti non sono mancati ma evidentemente i risultati non sono stati quelli sperati. 
A sottolinearlo sono sempre i sindacati, allargando il tema anche all'indotto. Intorno a Porcia, come sottolinea Simonetta Chiarotto della Fiom, gravitano almeno 500 dipendenti di molti settori (dai trasporti alla ristorazione) che in diversi casi non hanno le tutele garantite ai metalmeccanici.  
L'obiettivo comune è un rilancio dell'azienda, che non può realizzarsi con «misure passive» quali sono i tagli, ma con strategie a medio e lungo termine. 
Un tema che sarà al centro dell'incontro del prossimo 5 febbraio tra la multinazionale svedese e la Regione e anche in quello del 22, convocato dal governo di Roma, per affrontare il tema del settore del "bianco" a livello nazionale. 

Le voci dei lavoratori


 

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