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Economia

Mutui: tassi in calo a febbraio, aumentano le richieste di prestiti

Michele Marconi (Fiaip): «C’è ottimismo nell’aria, anche nel settore immobiliare. All’orizzonte ci sono delle belle schiarite».

Dopo l'excursus su affitti e sul mercato residenziale a Pordenone, c'è un altro argomento da tenere presente in questo momento in Italia e a Pordenone. Un altro punto interrogativo affrontato da Michele Marconi (Fiaip - Federazione Italiana agenti immobiliari professionali) riguarda il tasso dei mutui nel nostro Paese. Un tema difficile da controllare dato che è difficile prevedere gli andamenti nel mercato, compreso quello immobiliari. Da questo punto di vista incidono diversi fattori: economici, geopolitici. Ma in questo caso ci sono degli indicatori che fanno ben sperare. «La domanda di prestiti, a gennaio, si è impennata - afferma Marconi citando i dati dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi) -, sia i finalizzati, ma anche i personali, questi ultimi del 53,9% su base mensile e del 10% su base annua… Anche le domande di mutuo pare siano cresciute nell’ultimo mese del 38% rispetto a dicembre».

Non solo. «L’euribor 3 mesi (l'indice di riferimento dei mutui a tasso variabile) di metà febbraio è sceso a 3,91%, rispetto al 4,01% del picco di ottobre e gli analisti si aspettano che entro la fine dell’anno torni ad attestarsi intorno al 3%, per scendere addirittura sotto il 2% nel 2025. A sua volta l’Irs a dieci anni è sceso mediamente al 2,69% perdendo ben 0,83 punti percentuali in meno di un semestre». C'è quindi fiducia nel mercato. Una sensazione che potrebbe incidere su eventuali investimenti grazie infatti alla possibilità di una discesa maggiore dei tassi, rispetto ad altri paesi, dato che i tassi medi dell’ultimo anno sono stati più alti rispetto ad altre zone dell'Europa.

Secondo Fiaip - prosegue Marconi - «il 45% degli agenti immobiliari scommette sulla stabilità delle transazioni per il 2024, secondo un 16% di ottimisti addirittura aumenteranno, e il restante 39% pensa che sarà ancora un anno col segno meno davanti, ma di poco. Mentre quasi tutti sono abbastanza concordi nell’affermare che i prezzi non scenderanno, ma se si abbasseranno i tassi, si colmerà parzialmente il gap che si è creato nel ’23 tra mercato del credito e real estate residenziale. E tutti, a quanto pare, credono che il futuro su cui puntare è il green». 

C'è quindi ottimismo nel settore immobiliare. «L’Italia è un paese ricco, fatto di proprietari di case e famiglie con risparmi. Si calcola che tra depositi bancari, polizze e conti ci siano risparmi per almeno 5,2 miliardi (80 in più su base annua), ossia il doppio del debito pubblico e due volte e mezzo del pil del paese (comunque in aumento)». 

Secondo Marconi «non si è rimandato il sogno della casa, più cercato per lo status che non come investimento, in attesa di una discesa dai tassi, ma si è attinto piuttosto alle risorse accantonate. Come se gli eventi degli ultimi anni (Covid, guerre, clima, crisi energetica) abbiano fatto crescere la fretta di far le cose». Ciò si traduce in un -35,73% nel mercato dei mutui, mentre nel caso degli immobili il dato è stato più contenuto (-16%). Ora, citando il presidente provinciale di Fiaip, il tasso medio dei finanziamenti totali è del 4,76%, mentre se si osserva nello specifico i prestiti alle imprese la cifra è diminuita dal 5,59% al 5,39% di tre mesi fa. «Quello dei mutui passato dal 4,5% al 3,99%».

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