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Giovedì, 18 Aprile 2024
l'iniziativa / Pordenone Nord

In pediatria il teatro per combattere i disturbi alimentari

Progetto nel centro diurno

Si è concluso con successo il laboratorio teatrale promosso dall’associazione ADAO Fvg (Associazione Disturbi Alimentari e Obesità) per i giovani utenti del Centro diurno per i disturbi del comportamento alimentare Asfo annesso alla Pediatria dell’Ospedale Civile di Pordenone, sotto l’egida del responsabile dott. Gian Luigi Luxardi, realizzato col contributo del Comune di Pordenone. A condurre il percorso di teatro terapia, con la partnership tecnico-artistica dell’associazione Orpheo di Pordenone, è stata l’attrice e regista di origine ecuadoriana Clara Salgado che da tempo si occupa anche di questa forma di teatro, come terapia di supporto comportamentale per coloro che soffrono di disturbi afferenti ai comportamenti legati all’alimentazione.

«Abbiamo molto apprezzato - afferma l’Assessora alle Politiche Sociali Guglielmina Cucci - la portata innovativa di questa iniziativa su un tema di sempre maggiore attualità. Il fenomeno dei disturbi alimentari è ancora troppo spesso sottovalutato e poco compreso, spesso accompagnato da stigma sociale, che richiede invece la massima attenzione. In primis perché riguarda giovani e giovanissimi e comporta aspetti invalidanti anche molto seri, che possono condurre fino alla morte. In secondo luogo perché i numeri sono in costante aumento, soprattutto dopo il Covid. È un problema sanitario e sociale, che va affrontato assieme con quel lavoro sinergico e di affiancamento tra enti e terzo settore, capace di fare la differenza e che in questo caso trova nel linguaggio artistico e teatrale uno straordinario alleato».

A confermare la validità del mezzo teatrale come strumento per affrontare queste problematiche è la presidente di Adao, Orietta Dal Dan: «In questi anni dopo la pandemia i disturbi del comportamento alimentare sono patologie in costante aumento ed è molto importate cercare di affrontare questo tipo di malattie con un approccio che non sia solo esclusivamente di tipo medico-clinico, ma anche umano e umanistico e come percorso di scoperta e conoscenza del Sé, per questo riteniamo che lo strumento del teatro possa essere davvero utile e appropriato in questi casi».

Ed è proprio la regista Clara Salgado a spiegare lo spirito col quale ha condotto il laboratorio: «Da sempre l’attività artistica, e in particolar modo l’attività teatrale, è una chiara manifestazione dei sentimenti umani, delle nostre emozioni e spesso dei disagi interiori. Nei tempi antichi, ad esempio in Grecia, il teatro aveva un potere catartico. Ritengo dare la possibilità ai giovani pazienti di sperimentarsi nella esplorazione del Sé e andare oltre e al di fuori della loro situazione contingente, oltre a imparare tecniche di controllo e conoscenza del movimento e del corpo, possa essere una forma molto efficace di supporto per coloro che soffrono di questo tipo di disagio».

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