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Electrolux, sciopero e tensioni per i contratti di solidarietà

La mobilitazione si è svolta nella giornata di ieri, 3 novembre. I lavoratori si sono fermati due ore in segno di protesta per via della scelta dell'azienda di non intervenire sulle retribuzioni nonostante l'aumento dei volumi.

Non si placa la tensione all'interno dello stabilimento Electrolux di Porcia. I sindacati hanno infatti scelto di far sentire la propria voce ai vertici dell'azienda con uno sciopero della durata di due ore in segno di protesta rispetto ai contratti di solidarietà. Gli accordi tra i sindacati e l'impresa sono serviti per evitare licenziamenti nei casi di crisi come quello che sta attraversando Electrolux. Ma con l'aumento dei volumi nei mesi invernali (una buona notizia visto il calo dei mesi scorsi dove si è arrivati a produrre 550 mila apparecchi in un anno) e il passaggio dell'orario di lavoro dalle 6 alle 8 ore canoniche, le associazioni hanno chiesto all'azienda di cambiare passo dopo la decisione di tornare a pieno regime vista la crescita degli ordini previsti fino alla fine dell'anno.

Il 50% dei lavoratori, riporta il Gazzettino, ha aderito alla mobilitazione con una richiesta ben chiara rivolta all'impresa: bloccare il contratto di solidarietà. La prima ora di sciopero è avvenuta dalle 11 alle 12, per poi proseguire nel pomeriggio dalle 12:30 alle 13:30 quando è toccato ai dipendenti del secondo turno. 

Tutto questo avviene dopo che la multinazionale si trova alle prese con la crisi del mercato americano come si è visto nei dati tel terzo quadrimestre del 2023. Da un lato sono emersi dei numeri rassicuranti sia per quanto riguarda gli utili che i livelli di redditività. Allo stesso tempo i responsabili di Electrolux hanno deciso di rivedere l'organizzazione interna dell'impresa che porterà a un taglio netto del personale fino a tremila persone. 

Electrolux pronta a tagliare tremila posti di lavoro
 

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